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Tares: quanto e quando si deve pagare dopo modifica Governo su tassa rifiuti 2013

Tares: cos’è quando e come pagare



La Tares, nuova tassa sui rifiuti, è stata rimandata a dicembre, dando ossigeno alle famiglie italiane che il prossimo luglio, data per cui era inizialmente prevista la scadenza di pagamento della Tares, saranno gravate da un pesante carico fiscale, ma non eliminando il problema della stangata che essa rappresenterà per i cittadini.

La nuova tassa che sostituisce la vecchia Tarsu sostituirà tutti gli attuali e vigenti prelievi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, sia di natura patrimoniale sia di natura tributaria, compresa l’addizionale per l’integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza.

La Tares sarà determinata in base alla superficie calpestabile degli immobili (non quindi sul numero di abitanti nell’alloggio come accadeva in alcuni comuni per la Tarsu), dato già in possesso dei Comuni e questa base imponibile rimarrà in vigore fino al completo adeguamento dei dati catastali degli immobili alla toponomastica comunale.

La tariffa è composta da una parte fissa, determinata in relazione  alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere e ai  relativi ammortamenti; e da una parte variabile, rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all’entità dei costi di gestione.

La tariffa in particolare è articolata nelle fasce di utenza domestica e non domestica. Secondo quanto riportato dal regolamento, la nuova tassa dovrà essere corrisposta in base a tariffa riferita all’anno solare e commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte.

La maggiorazione Tares da 30 centesimi al metro quadro è il motivo che determina l’aumento del carico fiscale anche nei 1.300 comuni che applicavano la tariffa rifiuti Tia, e che nel passaggio alla Tares non dovrebbero avere aumenti nella componente rifiuti.

Con la decisione di pagare la maggiorazione a dicembre, è stato però chiarito che l’imposta dovrà comunque essere pagata entro l’anno, com’era intenzione del governo.

Le modalità di pagamento dovrebbero essere quelle già utilizzate negli anni scorsi, in modo da evitare l'alternativa secca tra F24 e bollettino postale e permettere, quindi, di continuare a usare Mav, pagamenti elettronici e bollette uniche nelle multiutility.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il