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Studi di settore 2013: le novità e i cambiamenti approvati per la crisi

Novità studi di settore 2013: i correttivi anticrisi



Gli studi di settore sono uno strumento utilizzato dal fisco italiano per rilevare i parametri fondamentali di liberi professionisti, lavoratori autonomi e imprese. La parte principale consiste nella raccolta sistematica dei dati che caratterizzano l'attività e il contesto economico in cui opera l'impresa, allo scopo di valutare la sua capacità reale di produrre reddito e sono impiegati per l'accertamento induttivo degli esercenti arti e professioni e imprese.

Per il 2013 la Commissione degli esperti ha approvato i correttivi anticrisi per gli studi di settore applicabili al periodo d'imposta 2012. Il decreto ministeriale che recepirà le rettifiche congiunturali dovrà essere pubblicato ora in Gazzetta Ufficiale.

L'Agenzia delle entrate ha infatti annunciato il via libera ai correttivi anticrisi per gli studi di settore applicabili per il periodo d’imposta 2012. La Commissione degli esperti ha analizzato l’effetto della grave crisi economica che stiamo vivendo e che è in atto già dall’anno scorso, in base alle informazioni avute dagli Osservatori regionali, associazioni di categoria, Banca d’Italia, Istat e da altri soggetti, oltre che dei dati contenuti nelle comunicazioni e nelle dichiarazioni annuali IVA, in riferimento ad una platea di circa 2,1 milioni di contribuenti che hanno applicato gli studi di settore nel quadriennio 2009-2012, e dopo aver effettuato questa analisi completa, ha espresso parere favorevole all’introduzione di correttivi anticrisi per gli studi di settore, applicabili al 2012.

Quattro in tutto i correttivi anticrisi agli studi di settore 2012 interventi relativi all’analisi di normalità economica, correttivi specifici per la crisi, correttivi congiunturali di settore, correttivi individuali.

Il primo ‘interventi relativi all’analisi di normalità economica’ riguarda quei soggetti che presentano una contrazione dei ricavi nel periodo d’imposta 2012 rispetto al 2011 e sono coerenti rispetto alla gestione delle esistenze iniziali; il secondo riguarda alcuni settori interessati dall’aumento dei prezzi del carburante.

Il terzo invece riguarda le riduzioni delle tariffe e della contrazione dei margini e della redditività, mentre l’ultimo ha il fine di far emergere la ritardata percezione dei compensi a fronte delle prestazioni rese e la contrazione dei costi variabili.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il