Spesometro e comunicazione beni soci: proroghe confermate ma non ufficiali. Situazione intricata

Attese modifiche e conferme ufficiali su proroghe spesometro e comunicazione beni ai soci



Le proroghe per le date di scadenza della Comunicazione dei beni concessi in uso ai soci, il cui termine originario era il 2 aprile 2013, e lo Spesometro, sono state fissate per i prossimi 15 ottobre e 30 aprile 2013, per perfezionare i due principali strumenti di controllo anti evasione messi a punto insieme al nuovo redditometro e al controllo sui conti correnti dei cittadini italiani, ma si attendono ancora notizie ufficiali e nuove circolare che chiariscano come funzioneranno questi strumenti.

In particolare, oggetto di comunicazione sono le cessioni di beni e le prestazioni di servizi per le quali è previsto l’obbligo di emissione della fattura, poste in essere da soggetti passivi Iva nei confronti di clienti e fornitori a prescindere dall’effettivo importo e le cessioni per le quali non sia previsto l’obbligo di emissione della fattura, effettuate verso i consumatori finali, di importo pari o superiore a 3.600 euro.

L’obbligo riguarda tutti i soggetti passivi Iva, con la sola esclusione dei contribuenti minimi. Le motivazioni del rinvio sono da ricercare nelle modifiche apportate allo strumento dal decreto sulle semplificazioni fiscali (artt. 2, comma 6 e 3, comma 2-bis del D.L. n. 16/2012) e alla necessità di procedere all’emanazione di un nuovo provvedimento dell’amministrazione finanziaria che recepisca le novità legislative e istituisca il modello, le istruzioni e le specifiche tecniche per procedere alla nuova comunicazione.

Per il nuovo spesometro, Elenco clienti e fornitori solo dal 2013 sono le modifiche previste per le operazioni effettuate dal primo gennaio 2012. Pertanto, la comunicazione telematica delle operazioni del periodo d’imposta 2011 segue le vecchie regole e riguarderà solo le operazioni di importo non inferiore a 3.000 euro.

Tra le operazioni soggette ad invio le cessioni gratuite oggetto di autofattura, le fatture cointestate (da ognuno degli intestatari), le fatture ricevute dai contribuenti minimi, le operazioni realizzate a mezzo di spedizioni internazionali, al netto degli importi esclusi, le vendite per corrispondenza, i corrispettivi SNAI, i corrispettivi derivanti dalle singole giocate al lotto, i corrispettivi emessi dalle farmacie a fronte dell’incasso delle distinte riepilogative ASL, i beni in Leasing (per i soggetti utilizzatori); i prestatori del contratto di leasing trasmettono un loro specifico modello.

Per quanto riguarda la comunicazione dei beni d'impresa, gli imprenditori devono comunicare i dati anagrafici dei soci o dei familiari che hanno ricevuto in godimento i beni dell'impresa. La comunicazione può essere effettuata anche dai soci o familiari.

L'obbligo della comunicazione vale per i finanziamenti e alle capitalizzazioni effettuati dai soci nei confronti della società concedente; i beni concessi in godimento dall'impresa ai soci inclusi i familiari; i beni concessi in godimento dall'impresa ai soci, inclusi sempre i familiari, di altra società appartenente al medesimo gruppo. L'invio dei dati anagrafici dei soci o dei familiari dell'imprenditore può essere assolto dal titolare della società o anche dai soci o dai familiari.

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di Marcello Tansini pubblicato il