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Pensioni scuola quota 96:sentenza Corte dei Conti non definitiva.Corte Costituzionale può modificare

Quota 96: novità dopo sentenza Corte. Cosa succede?



Dopo tanta attesa, è arrivata ieri, lunedì 8 aprile, la sentenza della Corte sui pensionandi di Quota 96, una sentenza è negativa e per cui il ricorso dei docenti è stato giudicato inammissibile.

Secondo i giudici ‘Non sussistono i presupposti per la richiesta sospensione cautelare dei provvedimenti in questione, posto che è controverso un diritto pretensivo di parte ricorrente e pertanto la Corte dei Conti, Sezione giurisdizionale per la Regione Lazio dichiara inammissibile l’istanza di sospensione dei provvedimenti impugnati’.

Ai docenti della cosiddetta Quota 96 era stato negato il diritto, acquisito già dal settembre del 2011 (quattro mesi prima, cioè, dalla promulgazione della riforma) di accedere alla pensione con le vecchie regole.

La questione era stata sottoposta alla Corte dopo che per i pensionandi di Quota 96, la riforma Fornero ha annullato i requisiti per il pensionamento a chi aveva come somma di servizio quota anni pari a 96, ma al termine del 31 agosto 2012 e non a quelli richiesti dalla riforma al 31 dicembre 2011, dimenticando che l'uscita per il personale docente è all'inizio dell'anno scolastico e non alla fine di quello solare.

Nonostante la sentenza di ieri, grazie all'Anief, in Emilia Romagna e Puglia la Corte dei Conti di lascia aperto uno spiraglio, in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale.

Se la Corte dei Conti del Lazio ha, infatti, fatto svanire le speranze dei circa 3.500 docenti e Ata rientranti nella cosiddetta Quota 96, dichiarando ‘inammissibile’ il ricorso, i giudici delle pensioni appartenenti all’Emilia Romagna e alla Puglia mantengono aperto uno spiraglio.

La Corte dei Conti di entrambe le Regioni ha infatti sospeso il “giudizio in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale sulla questione di legittimità costituzionale dell’art. 24 della legge 22 dicembre 2011 n. 214, di conversione del decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011, sollevata dal Tribunale di Siena-Sezione Lavoro con ordinanza del 21 agosto 2012”.

Come sottolineato da Marcello Pacifico, presidente Anief, “Si tratta di un’espressione importante perchè per la prima volta si invita il giudice superiore della Corte dei Conti a svolgere una seria riflessione su un danno prodotto alle migliaia di lavoratori della scuola che nel 2011 avevano iniziato l’anno scolastico sapendo di andare in pensione e che invece si sono trovati ‘beffati’ da una norma ingiusta. Senza contare che la conseguenza di questa riforma dagli effetti immediati sta bloccando il turn over e il naturale ricambio generazionale nel settore”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il