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Esodati: decreto 2013 non modifica Riforma Fornero. Ci vogliono Commissioni e politica

Decreto esodati senza novità eclatanti ma solo definizioni: la situazione



Il nuovo decreto 2013 sugli esodati non apporterà alcun cambiamento sostanziale, né tanto meno sarà previsto un allargamento della platea dei soggetti beneficiari di tutela, semplicemente si occuperà di definire meglio i requisiti e gli schemi per andare in pensione con una semplificazione delle norme Inps già previste.

Sono, dunque, ancora incerte del tutto le soluzioni che attendono gli esodati, cioè quelle migliaia di lavoratori che con l’avvento delle nuove norme previste della riforma Fornero rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione, ad eccezione, sulla carta, dei 130mila salvaguardati con i primi tre decreti passati che tutelano una prima platea di 65mila lavoratori, una seconda platea di 55mila e una terza di ultimi 10mila lavoratori individuati.

Intanto è al lavoro la super Commissione per l’individuazione di requisiti per andare in pensione. Secondo il Pd, bisognerebbe ripristinare miglioramenti ingiustificatamente cancellati.

Secondo Maurizio Petriccioli, segretario confederale della Cisl, la riforma previdenziale produrrebbe un risparmio di 140 miliardi di euro in 10 anni, per cui è necessario aprire una trattativa in cui occuparsi delle persone più che della questione prettamente finanziaria.

L'auspicio è che il Parlamento si occupi in maniera definitiva della questione in modo da mettere al riparo quelle migliaia di persone che aspettano ancora di sapere quale sarà il loro destino.

Il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti: “Per mesi il sindacato ha supplicato il Ministro di costituire un tavolo tecnico per monitorare l’entità del fenomeno e, se ci avesse dato ascolto, si sarebbe subito accorta delle proporzioni e della gravità dei problemi creati.

Solo l’iniziativa del Sindacato verso il Parlamento ha permesso di salvaguardare circa la metà dei lavoratori interessati. Siamo impegnati a continuare la nostra iniziativa affinché l’attuale Parlamento risolva definitivamente il problema”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il