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Pensioni Aprile 2013: dipendenti pubblici statali andare prima.Ennesima incongruenza Riforma Fornero

Controlli PA su dipendenti pubblici: 20 anni di servizio e divergenze con riforma Fornero



Partono i controlli della Pubblica Amministrazione per controllare coloro che stanno per raggiungere la soglia anagrafica dei 65 anni necessari per andare in pensione.

In particolare, la pubblica amministrazione che esaminerà se, sommati tutti gli anni di contributi in possesso del lavoratore, quest’ultimo riesca a raggiungere i 20 anni necessari alla pensione di vecchiaia e se, in tal caso, licenziarlo.

Se il dipendente non raggiunge i 20 anni per la pensione di vecchiaia considerando esclusivamente il rapporto di lavoro con la p.a. presso cui si trova a prestare servizio, riuscendo tuttavia a raggiungerli in virtù del possesso di altre, ulteriori, anzianità contributive prevedenti (lavoro svolto presso altre p.a., oppure come dipendente o autonomo nel settore privato), tocca alla p.a. controllare se attraverso tutte le anzianità contributive il lavoratore riesce a raggiungere o meno il minimo dei 20 anni, per cui la p.a. è tenuta a consultare anche gli enti previdenziali.

Se il dipendente non quota 20 anni per ottenere la pensione di vecchiaia, la p.a. deve verificare se, tramite il prolungamento del rapporto lavorativo oltre il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia e sino al compimento dei 70 anni, il lavoratore pervenga al requisito di anzianità minima per il diritto al pensionamento e se questo dovesse verificarsi, il dipendente dovrà essere mantenuto in servizio.

I 20 anni di servizio da maturare per andare in pensione, rappresentano per i dipendenti pubblici una incongruenza rispetto a quanto stabilito dalla riforma Fornero, ennesimo tassello che non quadra proprio nello scenario dipinto per coloro che devono andare in pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il