BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Cassaintegrazione in deroga, esodati, pensioni, tasse, tares, imu: emergenze e nessuno interviene

Le emergenze in Italia ma la politica tace



Sono le emergenze attuali del nostro Paese, le questioni che richiedono maggiore lavoro e applicazione, ma anche quelle di cui sembra non si stia occupando nessuno, a partire dalle questioni pensioni ed esodati.

Se, per quanto riguarda le pensioni, durante il periodo elettorale, si erano susseguite le promesse di diversi partiti pronti a modificare le nuove norme della riforma Fornero, entrate in vigore da gennaio 2013, producendo solo una serie di problemi, all’indomani delle elezioni nessuno ha più proferito parola.

E così, per esempio, in questo mese di aprile, proprio per effetto della riforma Fornero, diminuiscono fortemente le richieste di pensione e “Ci vorrebbe qualcuno che mettesse mano a una riforma complessiva del welfare, dove sono comunque presenti anche le pensioni.

Bisognerebbe avere il coraggio non solo di intervenire sul sistema previdenziale e sull'età di pensionamento ma sulle singole voci di pagamento, in modo chirurgico”, secondo quanto auspicato da Antonio Mastrapasqua, presidente dell'Inps.

E sottolinea: “Il sistema pensionistico in Italia è a ripartizione, come in tutto il resto del mondo, ma se manca la forza lavoro non si pagano più le pensioni. E' sbagliato inoltre pensare che anche se non c'è crescita, tutto il resto rimane uguale perchè, ad esempio, non si rivaluta il montante versato all'Inps”.

In stallo anche la questione esodati, per cui si attende un nuovo decreto 2013, che però non arriva, In realtà, il nuovo decreto non apporterà alcun cambiamento sostanziale, né tanto meno sarà previsto un allargamento della platea dei soggetti beneficiari di tutela, semplicemente si occuperà di definire meglio i requisiti e gli schemi per andare in pensione con una semplificazione delle norme Inps già previste.

E poi ci sono i capitoli lavoro e tasse: da una parte l’emergenza cassa integrazione che, secondo gli esperti, scatterà a breve perché si stanno esaurendo le risorse messe a disposizione dalla legge finanziaria e dalla riforma Fornero, il che significa che non ci saranno più soldi per la cassa in deroga e se non ci saranno altri finanziamenti saranno migliaia i lavoratori in difficoltà; dall’altra la nuova tares e la ritrovata Imu.

Se il pagamento della Tares, la nuova tassa sui rifiuti, è stato rimandato a dicembre, dando ossigeno alle famiglie italiane che il prossimo luglio saranno gravate da un pesante carico fiscale, in realtà il problema della stangata che essa rappresenterà per i cittadini a fine anno non è stato eliminato.

La Tares sarà determinata in base alla superficie calpestabile degli immobili e dovrà essere corrisposta in base a tariffa riferita all’anno solare e commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte.

La maggiorazione Tares da 30 centesimi al metro quadro è il motivo che determina l’aumento del carico fiscale anche nei 1.300 comuni che applicavano la tariffa rifiuti Tia, e che nel passaggio alla Tares non dovrebbero avere aumenti nella componente rifiuti.

Secondo i calcoli della Uil per le famiglie la nuova tassa sui rifiuti, nel 2013, porterà aumenti medi di circa 80 euro rispetto ai 225 euro medi pagati nel 2012, con le vecchie Tarsu e Tia.

Inoltre, Confcommercio giorni fa ha calcolato che un ristorante da 200 metri quadrati, potrebbe pagare due rate da 267,60 euro e in dicembre una maxi-rata da 4.200 euro ed anche negli altri esercizi commerciali, la bolletta natalizia peserebbe tra le 10 e le 20 volte di più rispetto alle prime due rate, a seconda della tipologia dell'esercizio commerciale e della sua metratura.

E torna anche la tanto 'odiata' Imu, la tassa sugli immobili, la cui scadenza della prima rata è fissata entro il 17 giugno e le aliquote saranno quelle pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze entro il 30 aprile 2013 e avranno un effetto retroattivo al primo gennaio.

Se entro questa data le aliquote non verranno pubblicate, queste si considerano prorogate di anno in anno e nel caso non ci siano deliberazioni inerenti al 2013, il contribuente dovrà fare riferimento alla deliberazione  relativa al 2012.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il