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Pensioni 2013: più tardi per la scuola quota 96 prima per dipendenti pubblici. I paradossi di Aprile

Chi va in pensione ad aprile e situazione attuale



Le richieste di pensione ad aprile sono sempre più basse e il motivo è piuttosto semplice: l’applicazione delle norme della riforma previdenziale firmata dal ministro Elsa Fornero, entrate in vigore da gennaio 2013 e che prevedono un aumento dell’età pensionabile, nonché hanno creato il cosiddetto problema esodati, nonché generato la questione Quota 96, quella che cioè riguarda i pensionandi della scuola che hanno raggiunto i loro requisiti per andare in pensione ma che sono stati bloccati dalle nuove norme previdenziali ‘semplicemente’ per un errore tecnico compiuto da governo, che non ha tenuto conto della specificità del comparto scuola, regolato da leggi particolari che non sono uguali a quelle degli altri comparti pubblici.

Altro problema riguarda coloro che stanno per raggiungere la soglia anagrafica dei 65 anni necessari per andare in pensione e che saranno soggetti a controlli da parte della pubblica amministrazione che esaminerà se, sommati tutti gli anni di contributi in possesso del lavoratore, riesca a raggiungere i 20 anni necessari alla pensione di vecchiaia e se, in tal caso, licenziarlo.

Se il dipendente non raggiunge i 20 anni per la pensione di vecchiaia considerando esclusivamente il rapporto di lavoro con la p.a. presso cui si trova a prestare servizio, riuscendo tuttavia a raggiungerli in virtù del possesso di altre, ulteriori, anzianità contributive prevedenti (lavoro svolto presso altre p.a., oppure come dipendente o autonomo nel settore privato), tocca alla p.a. controllare se attraverso tutte le anzianità contributive il lavoratore riesce a raggiungere o meno il minimo dei 20 anni, per cui la p.a. è tenuta a consultare anche gli enti previdenziali.

Se il dipendente raggiunge complessivamente un’anzianità contributiva che risulta insufficiente per l’approdo al minimo ventennale al fine di ottenere la pensione di vecchiaia, la p.a. deve verificare se, tramite il prolungamento del rapporto lavorativo oltre il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia e sino al compimento dei 70 anni, il lavoratore pervenga al requisito di anzianità minima per il diritto al pensionamento e se questo dovesse verificarsi, il dipendente dovrà essere mantenuto in servizio.

Ad aprile, comunque, a lasciare il lavoro saranno soprattutto i lavoratori autonomi che usufruiscono ancora delle vecchie regole (18 mesi di attesa per la finestra mobile una volta raggiunti i requisiti nel 2011) mentre gli altri saranno soggetti alle novità del Fornero e all'aspettativa di vita. I lavoratori dipendenti che hanno, infatti, raggiunto i 66 anni dovranno aspettare ancora tre mesi per effetto della speranza di vita in vigore dal primo gennaio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il