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Esodati:decreto approvato martedì per altri 10mila Riforma Fornero.Chi sono.Ma nessuna grande novità

Nuovo decreto esodati martedì 16 aprile: cosa prevede



Dovrebbe essere presentato martedì 16 aprile il terzo decreto che riguarda gli ultimi 10 mila esodati da salvaguardare. Il documento, a quanto si apprende, avrebbe già ricevuto il via libera dalla Commissione speciale del Senato, che si è accodata a quanto deliberato in precedenza alla Camera.

Il deputato democratico Cesare Damiano ha detto: “Dopo la commissione della camera anche il senato ha espresso il parere sul tema dei lavoratori salvaguardati. Si tratta dell’ultima tranche di 10 mila persone ed in particolare del problema dei cosiddetti prosecutori volontari.

Il testo del governo non era conforme, e quindi penalizzante per questi lavoratori, a quanto previsto dall’ultima legge di stabilità. Per queste ragioni, il parlamento ha chiesto di correggere il decreto rendendolo aderente a quanto stabilito con chiarezza dalla legge. ci auguriamo che, come promesso dal ministro Fornero, nei primi giorni della prossima settimana anche questo problema venga superato e si possa consentire a tutti questi lavoratori di poter andare in pensione con le vecchie regole.

Per il Pd la battaglia a favore di coloro che sono rimasti senza reddito a causa della riforma pensionistica Monti-Fornero continua”. L'ultima platea di 10.130 persone è costituita da lavoratori che in passato hanno firmato un  accordo con la propria azienda per mettersi in mobilità e che rischiavano di rimanere senza un impiego e senza il diritto alla  pensione, per effetto delle nuove norme previdenziali, che hanno allungato l'età del pensionamento.

I 10mila lavoratori tutelati dalla Fornero sono quelli già salvaguardati con l'approvazione dell' ultima Legge di Stabilità. Il provvedimento firmato dal ministro è infatti  solo un decreto attuativo, che fissa nel dettaglio i criteri per accedere alle salvaguardie.

Potranno così andare in pensione con le vecchie regole tutti quei dipendenti che hanno firmato un accordo per mettersi in mobilità entro il 31 dicembre del 2011, anche se hanno continuato a lavorare fino al 30 settembre del 2012; i lavoratori  che hanno siglato  un'intesa a livello territoriale, senza la regia o il beneplacito del  governo di Roma; e gli ex lavoratori che, sempre entro il 31 dicembre del 2011, avevano ricevuto l'autorizzazione al versamento volontario dei contributi necessari a  maturare la pensione.

Il requisito richiesto è che tutti i salvaguardati maturino il diritto al pensionamento prima della fine del periodo di mobilità e, in ogni caso, non oltre il 31 dicembre 2014.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il