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Cassaintegrazione: soldi fino al massimo a Maggio-Giugno 2013 con nuovo decreto. Urgenti soluzioni

Cresce la cassa integrazione ma mancano risorse: necessarie nuove misure



I fondi per la cassa integrazione in deroga stanno per finire e il Ministero del Lavoro ha fatto sapere che è stato emanato un nuovo decreto che destina 260 milioni di euro al rifinanziamento dell'ammortizzatore sociale, segno tangibile, secondo il governo, dell'attenzione mostrata nei confronti dei questa questione nonostante le difficoltà critiche che il nostro Paese sta attraversando.

Il segretario confederale della Uil Guglielmo Roy, lancia però un allarme e cioè che le Regioni vivono un profondo disagio sociale e che stanno per esaurire le risorse previste sia dalla legge Finanziaria che dalla riforma Fornero.

Ciò significa che non ci sono sarebbero più soldi per la cassa integrazione in deroga per cui sono necessarie ulteriori misure. Allarme anche dal segretario della Cgil Susanna Camusso per la mancanza dei fondi per finanziare la cassa integrazione.

La Camusso spiega che c’è il rischio “che mezzo milione di italiani possa restare senza cassa integrazione. Si stanno moltiplicando le domanda di cassa integrazione in deroga.

I primi mesi del 2013 hanno determinato un'ulteriore accelerazione della crisi e della difficoltà” e spiega “ al governo abbiamo tentato di dire a dicembre: non prevedete una riduzione della spesa sulla cassa integrazione in deroga perché ne avremmo bisogno.

In qualche regione siamo già arrivati all’esaurimento dei fondi, non è neanche detto che si arrivi a giugno in alcune regioni. Quelle risorse, però, bisogna trovarle, non solo per proteggere il reddito di quei lavoratori, ma per evitare un'ulteriore spirale di avvitamento sulla riduzione dei consumi, un'ulteriore riduzione della base produttiva che si è già ridotta consistentemente”.

Secondo gli ultimi dati Inps, da inizio anno le ore di cassa sono salite del 12% rispetto al primo trimestre del 2012, coinvolgendo oltre mezzo milione di lavoratori, che hanno perso 1.900 euro netti a testa.

In particolare, le 96.973.927 ore registrate a marzo segnano infatti un incremento consistente su febbraio (pari ad un +22,44%), mentre da inizio anno il monte ore complessivo è pari a 265.043.645 per un +11,98% sul primo trimestre del 2012. Queste ore coinvolgono da inizio anno circa 520 mila lavoratori che hanno subito un taglio del reddito per 1 miliardo di euro, pari a 1.900 euro netti in meno per ogni singolo lavoratore.

Il dato dei 520 mila lavoratori si riferisce ai lavoratori equivalenti a zero ore, cioè se si considera l'assenza completa dall'attività produttiva per 13 settimane lavorative. Se invece si considera il ricorso medio alla cig, cioè il 50% del tempo lavorabile, la cassa coinvolge oltre 1 milione di lavoratori. Si parla, dunque, di una vera e propria emergenza sociale che è necessario risolvere.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il