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Pensioni: calcolo età, assegno 2013. Rischio collasso, ma no modifica Riforma Fornero da saggi

I rischi pensione degli italiani. Nessuna nuova proposta dai Saggi di Napolitano



“Ci vorrebbe qualcuno che mettesse mano a una riforma complessiva del welfare, dove sono comunque presenti anche le pensioni. Bisognerebbe avere il coraggio non solo di intervenire sul sistema previdenziale e sull'età di pensionamento ma sulle singole voci di pagamento, in modo chirurgico”: questo quanto auspicato da Antonio Mastropasqua, presidente dell'Inps.

Mastropasqua ha spiegato: “Dal '92 a oggi sono state fatte sette macroriforme pensionistiche e trenta microriforme legislative. La riforma Fornero, che non condanno nè difendo, è stata decisa per alcuni aspetti, sull'onda emozionale e senza costrutti tecnici. Si trattava di un momento particolare, con l'Italia che aveva un problema di credibilità.

Nel 2012, la riforma ha contribuito con 200 milioni al risanamento dei conti pubblici che salgono a quasi un miliardo quest'anno, ma il grosso dell'impatto sulla sostenibilità dei conti pubblici è nel medio-lungo termine, con circa un punto e mezzo percentuale dopo 10-12 anni”.

In sintesi, Mastrapasqua dice “sì alla riforma, ma alla riforma di tutto”. Il presidente dell’Insp spiega infatti: “Il sistema pensionistico in Italia è a ripartizione, come in tutto il resto del mondo, ma se manca la forza lavoro non si pagano più le pensioni. E' sbagliato inoltre pensare che anche se non c'è crescita, tutto il resto rimane uguale perchè, ad esempio, non si rivaluta il montante versato all'Inps”.

Ed è proprio l’Istituto di previdenza a rischiare il collasso. L'Inps, infatti, prevede che nei prossimi anni ci saranno molte difficoltà nell'erogare la pensione a tutti coloro che si apprestano a terminare la loro carriera lavorativa.

Sono, infatti, allarmanti i dati pensionistici da parte di un istituto interno all'Inps, il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dello stesso Ente, che spiega che sono stati due i fattori che hanno determinato una situazione di estrema difficoltà dell'Ente pensionistico italiano: se, infatti, all'inizio del 2011 l'Inps vantava delle riserve che ammontavano a ben 41 miliardi di euro, adesso le stesse arrivano ad appena 15 miliardi, una decurtazione di ben 26 miliardi in meno di due anni.

A determinare questa situazione di deficit la fusione tra Inpdap e Inps dello scorso anno, che ha portato all'Inps dieci miliardi di euro di buco ereditato dall'Inpdap. Il secondo motivo è poi il buco di trenta miliardi di euro che le Pubbliche Amministrazioni hanno creato negli ultimi anni, non pagando i contributi pensionistici a moltissimi dipendenti.

Il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell'Inps  sostiene che se la situazione continuerà con questo trend, presto saranno a rischio non solo le pensioni dei giovani, ma anche quelle degli anziani che sono già in essere.

Nonostante questi allarmi nulla però sembra cambiare, nonostante le promesse dei partiti, tutti, da Pd a Pdl a Movimento 5 Stelle a Monti Stelle, durante il periodo di campagna elettorale fossero quelle di attuare un immediato cambiamento di rotta nel mondo delle pensioni, rivedendo e modificando innanzitutto la riforma previdenziale del ministro Fornero.

Ma nulla si muove ed anche le intenzioni sembrano nulle. Del resto anche nel nuovo documento programmatico presentato al presidente Napolitano dai Saggi si fa riferimento alla questione pensioni. Nel documento, infatti, si parla di riforma della legge elettorale, di giustizia, lavoro, conflitto di interessi, economia, ma nulla sulle pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il