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Btp Italia 2013: cosa conviene fare? Confronto con altre forme di investimento

Btp Italia: al via nuova emissione. Convenienza e altri investimenti



Il Ministero dell’Economia, venerdì scorso, ha comunicato i tassi di rendimento del nuovo Btp Italia, unico titolo indicizzato all’inflazione italiana, che avrà luogo mediante la raccolta di ordini d’acquisto degli investitori sul MOT (il Mercato Telematico delle Obbligazioni e Titoli di Stato di Borsa Italiana).

Secondo quanto comunicato dal Tesoro, il tasso cedolare (reale) annuo minimo garantito sarà pari a 2,25%, mentre il tasso cedolare (reale) annuo definitivo sarà fissato al termine del periodo di raccolta degli ordini e non potrà essere inferiore al tasso cedolare (reale) annuo minimo garantito.

Il Btp Italia può essere sottoscritto da tutti i risparmiatori, privati e famiglie, per un taglio minimo di 1.000 euro e senza limiti di acquisto e basta recarsi presso la filiale della Banca o presso l’ufficio postale dove si detiene un conto titoli o effettuare l’acquisto direttamente online sfruttando le funzioni di home banking laddove siano attive le funzioni di trading.

Il Btp Italia garantisce un rendimento minimo, grazie alla corresponsione di cedole semestrali, che vengono calcolate sul capitale investito e rivalutato sulla base dell’indice Foi, ossia dell’inflazione Istat depurata dalla componente tabacchi per famiglie di operai e impiegati.

Il Btp Italia garantisce, inoltre, un premio fedeltà del 4 per mille sul capitale investito a coloro che acquisteranno il titolo in fase di collocamento e lo terranno fino alla scadenza. Il premio spetta anche in caso di successione per causa morte, se gli eredi mantengono il titolo fino alla scadenza.

Sono stati diversi gli esperti e gli analisti, insieme a Goldman Sachs a sostenere l’acquisto di questo Btp, vantaggioso per forma di investimento e rendimenti che offre, senza far incorrere in troppi rischi. Ma la sua convenienza si potrebbe definire buona quasi come quella dei conti deposito.

Se, infatti, c’è chi guarda con interesse e curiosità al Btp Italia, c’è chi, invece, preferisce rifugiarsi sempre nel caro vecchio conto deposito, che, pur avendo perso parte della sua convenienza a causa delle nuove tasse che da quest’anno vi gravano, continua comunque ad essere scelto dalla maggior parte degli italiani che vogliono mettere al riparo la loro liquidità.

Innanzitutto bisogna dire che dal primo gennaio 2013  l'imposta di bollo sui depositi è passata dallo 0,10% allo 0,15% annuo sulle somme depositate, con un minimo di 34,2 euro e senza alcun tetto massimo (a differenza di quest'anno, in cui esiste un tetto massimo 1.200 euro), e con l’aumento dell’imposta di bollo prevista sui conti deposito si potrebbe assistere forse ad un’inversione di tendenza, dovuta al fatto che prima l'onere era pari a soli 1,81 euro per ogni comunicazione alla clientela, motivo per cui la grande maggioranza delle banche era ben disposta ad accollarselo.

Ora invece non sarà più così. Eppure ci sono conti deposito che arrivando a garantire il 4% come rendimento vengono scelti da molti risparmiatori. In molti casi, poi, i conti di deposito sono in grado di offrire tassi d’interesse più elevati rispetto alla media solo durante il primo anno o nel caso in cui non si volessero vendere in tutto o in parte i depositi anzitempo.

Queste clausole, che spesso sfuggono al risparmiatore in fase di sottoscrizione dei depositi bancari, sono estremamente penalizzanti perché, oltre alla perdita degli interessi, a volte si aggiunge anche una penale che viene calcolata in percentuale sull’ammontare dismesso dall’investimento.

Il Btp Italia, invece, è liquidabile in qualsiasi momento senza penalizzazione perché esiste un mercato secondario su cui è quotato, il che, in questo caso, lo rende strumento migliore di investimento. Senza considerare le tasse: gli interessi maturati dal Btp Italia (cedole) sono soggetti a tassazione alla fonte del 12,50%, mentre per i depositi è al 20%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il