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730 2013 e Imu: le novità delle dichiarazione di quest'anno. Istruzioni e compilazione tassa casa

Modello 2013 730: cosa cambia per l’Imu


Il modello 730/2013 è necessario per la dichiarazione dei redditi dedicato ai lavoratori dipendente e ai pensionati e permette di dichiarare redditi di lavoro dipendente; redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente; redditi dei terreni e dei fabbricati; redditi di capitale; redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita Iva; alcuni dei redditi diversi (per esempio i redditi di terreni e fabbricati situati all’estero); alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata (per esempio i redditi percepiti dagli eredi e dai legatari).

Il modello 730 2013 deve essere compilato dal contribuente, seguendo le istruzioni allegate al modello o fornite dall’Agenzia delle Entrate sul suo sito internet, e successivamente consegnato al proprio datore di lavoro, ad un Caf o ad altro professionista abilitato.

Il termine per la presentazione del modello 730 2013 varia a seconda della modalità di consegna, fissata al 30 aprile 2013 per la presentazione al proprio datore di lavoro e al 31 maggio 2013 per la presentazione presso un centro di assistenza fiscale o un professionista abilitato.

Il modello 730 2013 presenta il Quadro I relativo all’imposta Imu: questo quadro I può essere compilato dal contribuente che sceglie di utilizzare l’eventuale credito che risulta dal modello di dichiarazione 730/2013 per pagare l’Imu dovuta per l’anno 2013, mediante compensazione nel modello F24.

Per utilizzare in compensazione questo credito, il contribuente deve compilare e presentare alla banca o all’ufficio postale il modello di pagamento F24 anche se, per effetto della compensazione eseguita, il saldo finale è uguale a zero.

Il quadro I va compilato barrando la casella 1 se si vuole utilizzare l’intero importo del credito per il versamento dell’Imu o va indicato nella casella 2 l’importo del credito che si intende utilizzare per il pagamento dell’Imu dovuta.

Ricordiamo, inoltre, che dal 2012 non sono più soggetti a Irpef gli immobili a disposizione, come le seconde case o quelle rimaste sfitte o date in comodato gratuito a familiari. Sempre dal 2012, inoltre, anche la rendita dell’abitazione principale non va più conteggiata.
 




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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il 16/04/2013 alle ore 09:19