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Esodati: numeri destinati a salire a 300mila ma mancano coperture anche per quelli attuali

Esodati destinati a crescere: servono assolutamente nuove risorse



Nonostante sia stato firmato il terzo decreto esodati, destinato alla tutela degli ultimi 10mila individuati dalla Legge di Stabilità, che vanno ad aggiungersi alla prima platea dei 65mila e dei secondi 55mila, è ancora balletto sui numeri effettivi degli esodati.

Sarebbero, infatti, ancora migliaia coloro che rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione. E non 200mila, come le prime stime riportavano fino a qualche giorno fa, da tutelare, da qui al 2017. La Cgil ne stima addirittura 300mila e all’indomani delle elezioni il mondo della politica sembra tacere.

E secondo Carla Cantone, segretario generale dello Spi-Cgil, il numero è anche destinato ad aumentare perché “con il passare del tempo sempre più persone si ritroveranno nella situazione di non avere un reddito. Basti pensare a tutti quei 55-60enni che, nei prossimi mesi, perderanno il loro posto di lavoro a causa del fallimento della piccola-media azienda per cui lavorano, o perché essa non sarà più in grado di pagar loro gli stipendi.

Si tratta, dunque, di un’emergenza sociale che rischia di allargarsi anche a causa dell’esaurimento risorse per la cassa integrazione in deroga.

I lavoratori che non disporranno più di ammortizzatori sociali diverranno disoccupati e molti di questi andranno a ingrossare le fila di coloro che hanno perso il lavoro ma che sono anche troppo anziani per trovare una nuova occupazione, ma non abbastanza per andare in pensione”.

Ecco l’effetto dell’innalzamento dell’età pensionabile applicato dalla riforma Fornero. E’. dunque, necessario reperire nuove risorse a sostegno di questa categoria, presente o futura, di lavoratori. Ma purtroppo i fondi mancano.

E, secondo la leader della Cgil, Susanna Camusso, “Leggendo il Documento di economia e finanza la parola esodati non esiste e le risorse stanziate per loro non ci sono”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il