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Imu 2013: la prima rata da pagare alta e con calcolo difficile. Forti aumenti

Quanto costerà l’Imu quest’anno: aumenti e dubbi



Scade il prossimo 17 giugno il termine di pagamento della prima rata Imu 2013, obbligatorio per tutti i possessori di case italiani. E per adempiere al giusto pagamento, ddovranno essere comunicate entro il prossimo 16 maggio le nuove aliquote Imu per prima casa, seconda casa, aziende, negozi, uffici.

In caso di mancata pubblicazione di aggiornamenti entro il 16 maggio2013, la prima rata corrisponderà al 50% dell’integrale somma dovuta, dovuta sulla base delle aliquote/detrazione dell'anno precedente.

Se i Comuni hanno intenzione di apportare delle modifiche per il 2013 alle aliquote applicabili nel 2012, devono fare richiesta, esclusivamente in via telematica, inviando la nuova deliberazione nella sezione apposita del Portale del federalismo fiscale, mentre se intendono confermare le aliquote 2012 devono accertarsi che sia stata pubblicata sul sito la deliberazione.

Ma il pagamento della prima rata Imu del 2013 il prossimo 17 giugno sarebbe a rischio e a lanciare l’allarme sono i Caf, secondo cui i 30 giorni di tempo per inserire nei loro software le delibere Imu che devono approvare i singoli comuni secondo il nuovo calendario previsto dal decreto legge n. 35 del 201, non bastano.

Secondo le stime, quest’anno le aliquote Imu potrebbero salire ancora provocando un vero salasso per i contribuenti italiani, soprattutto a causa del decreto sbocca debiti P.A. che potrebbe consentire ai comuni di modificare l'aliquota sia in acconto, entro il 16 maggio, che a saldo, entro il 16 novembre. E tradotto in cifre, questo aumento potrebbe tradursi ina una cifra complessiva di 700 milioni in più per l’Imu.

Secondo la Cia-Confederazione italiana agricoltori che ha lanciato l’allarme, lo sblocca debiti porterà un ulteriore e gravoso appesantimento degli oneri amministrativi e burocratici per i cittadini.

Oltre alla pretesa di obbligare i cittadini a fare due calcoli distinti per il versamento dell'imposta, prima in acconto e poi a saldo per l'Imu, la Cia contesta il fatto che è stata lasciata mano libera ai comuni per modificare, nel corso dell'anno, le aliquote senza alcuna limitazione.

Ricordiamo, in generale, che per calcolare l’Imi sul proprio immobile, bisognerà applicare l’aliquota alla base imponibile, che si ottiene moltiplicando la rendita catastale (o il reddito dominicale), rivalutato del 5% (se fabbricato) o del 25% (se terreno), con il moltiplicatore della categoria catastale (per i fabbricati nel gruppo A, il moltiplicatore è 160).

Determinata la base imponibile, si moltiplica per l’aliquota base, che varia a seconda di Comune in Comune: per l’abitazione principale l’aliquota è fissata nello 0,4%, ma i Comuni possono anche aumentare o diminuire l’aliquota fino al 4%.

Poi bisognerà considerare le detrazioni per abitazione principale o figli a carico che ammontano a 200 euro per la prima casa, più 50 euro per ogni figlio dichiarato nel nucleo familiare che abbia meno di 26 anni e risulti residente o con dimora abituale nello stesso immobile di cui si chiede la detrazione.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il