Pensioni: età, contributi, coefficienti 2013 ma anche assegno sempre più basso dopo Riforma Fornero

Calano le pensioni e il loro valore: la situazione secondo gli ultimi dati Istat



Cala il numero dei pensionati e cala anche l'importo degli assegni che talvolta sono anche inferiori di 500 euro al mese: più di un pensionato su otto, infatti, percepisce meno di 500 euro al mese, secondo gli ultimi dati dall'Istat che rende noto come nel 2011 i pensionati siano 16,7 milioni, circa 38 mila in meno rispetto al 2010.

In media ognuno di essi percepisce (tenuto conto che, in alcuni casi, uno stesso pensionato può contare anche su più di una pensione) 15.957 euro all'anno, 486 euro in più del 2010. Il dato che però risalta è come nel 2011 quasi la metà dei pensionati, circa 7,4 milioni, il 44,1% del totale, abbia ricevuto redditi da pensione per un importo mensile inferiore a 1.000 euro.

Per 2,2 milioni (il 13,3%) le prestazioni non superano i 500 euro. Per quanto riguarda l'età, il 27,8% dei pensionati nel 2011 aveva meno di 65 anni, il 49,2% aveva un'età compresa tra 65 e 79 anni, il 23% ne aveva più di 80. Le donne rappresentavano nel 2011 il 52,9% dei pensionati e percepivano assegni di importo medio pari a 13.228 euro, contro i 19.022 euro degli uomini).

Non solo. Oltre la metà delle donne (53,4%) riceveva meno di mille euro al mese, a fronte di circa un terzo (33,6%) degli uomini. Nel 2011 la spesa pensionistica totale è cresciuta su base annua del 2,9% a 265,963 miliardi di euro.

A questi dati si aggiunge ora anche i rischi di collasso segnalati per l’Inps: si prevede, infatti, che nei prossimi anni ci saranno molte difficoltà nell'erogare la pensione a tutti coloro che si apprestano a terminare la loro carriera lavorativa.

Un istituto interno all'Inps, il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dello stesso Ente, spiega che sono stati due i fattori che hanno determinato una situazione di estrema difficoltà dell'Ente pensionistico italiano: se, infatti, all'inizio del 2011 l'Inps vantava delle riserve che ammontavano a ben 41 miliardi di euro, adesso le stesse arrivano ad appena 15 miliardi, una decurtazione di ben 26 miliardi in meno di due anni.

A determinare questa situazione di deficit la fusione tra Inpdap e Inps dello scorso anno, che ha portato all'Inps dieci miliardi di euro di buco ereditato dall'Inpdap. Il secondo motivo è poi il buco di trenta miliardi di euro che le Pubbliche Amministrazioni hanno creato negli ultimi anni, non pagando i contributi pensionistici a moltissimi dipendenti.

Il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell'Inps  sostiene che se la situazione continuerà con questo trend, presto saranno a rischio non solo le pensioni dei giovani, ma anche quelle degli anziani che sono già in essere. 

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di Chiara Compagnucci pubblicato il