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Esodati, cassaintegrati, precari PA ma anche imu, tasse, tares: silenzio e nessuno interviene

I problemi irrisoli e da risolvere dell’Italia



Sono diverse le emergenze attuali nel nostro Paese e, nonostante di queste di abbia consapevolezza e si tema per il peso che potranno avere, soprattutto nelle tasche dei contribuenti, in riferimento a Imu, Iva e Tares, tutti ne parlano ma nessuno interviene concretamente.

C’è chi sostiene la necessità di una nuova Manovra, ma chi, di contro, ritiene che l’Italia non ne abbia bisogno. I problemi da risolvere partono dalla cassa integrazione e dagli esodati, ma c’è anche chi chiede proroghe per il pagamento della temutissima Imu, tassa gli immobili, che, però, non prevederà alcuna novità, considerando che sono già state fissate le date di scadenza sia primo pagamento, previsto per il prossimo 17 giugno, sia di presentazione della dichiarazione (30 giugno) e i Comuni sono a lavoro per la definizione di eventuali nuove aliquote.

Per quanto riguarda la questione reperimento di risorse per esodati e cassa integrazione in deroga. Secondo i Saggi individuati dal presidente Napolitano “C’è l’urgenza di rifinanziare entro giugno gli ammortizzatori in deroga per il secondo semestre del 2013 e il costo sarebbe di circa 1 miliardo.

Poi c’è la grave questione degli esodati non salvaguardati dai decreti del ministro Elsa Fornero. Stando alle ultime stime circolate, sarebbero circa 150 mila gli esodati rimasti senza tutela ma è un numero tutto da verificare, considerando che la Cgil ne stima addirittura 300mila e suscettibili di aumenti.

Da verificare anche i costi, che vanno da 500 milioni a 1 miliardo. E c’è poi la necessità di individuare soluzioni per la cassa integrazione in deroga, per cui le risorse stanno per finire. Il segretario della Cgil Susanna Camusso ha spiegato che c’è il rischio “che mezzo milione di italiani possa restare senza cassa integrazione.

Si stanno moltiplicando le domanda di cassa integrazione in deroga”. Altri problemi riguardano l’aumento di un punto percentuale dell’Iva, che dovrebbe scattare il prossimo luglio, e la Tares, nuova tassa sui rifiuti che da quest’anno sostituisce la vecchia Tarsu e che rappresenterà un’altra vera stangata per gli italiani.

Il pagamento della Tares è previsto per dicembre, dovrà essere corrisposto in base a tariffa riferita all’anno solare e commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte.

La maggiorazione Tares da 30 centesimi al metro quadro è il motivo che determina l’aumento del carico fiscale anche nei 1.300 comuni che applicavano la tariffa rifiuti Tia, e che nel passaggio alla Tares non dovrebbero avere aumenti nella componente rifiuti.

Secondo i calcoli della Uil per le famiglie la nuova tassa sui rifiuti, nel 2013, porterà aumenti medi di circa 80 euro rispetto ai 225 euro medi pagati nel 2012, con le vecchie Tarsu e Tia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il