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Btp legati ad inflazione e buoni fruttiferi e postali 2013 per investimenti sicuri. Rendimenti

Boom per il primo Btp Italia 2013: le alternative di investimento



Dopo il successo riscosso dalla quarta emissione del Btp Italia, titolo legato all'inflazione italiana, che ha registrato ordini per quasi 9 miliardi di euro e chiusura anticipata del collocamento, è bene sapere che a partire da lunedì 22 aprile, il Btp Italia sarà negoziabile liberamente sul Mot (il mercato obbligazionario telematico di Piazza Affari) ma a condizioni meno favorevoli.

Il Btp Italia, però, non è l'unico prodotto finanziario legato all'inflazione che può andar bene per l’investimento di un piccolo risparmiatore. Come valide alternative ci sono infatti i buoni fruttiferi postali e i Btpi (Buoni del Tesoro inflation linked).

I primi vengono venduti negli sportelli del gruppo Poste Italiane e garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti (cioè dallo Stato come i Btp), offrono un rendimento pari all'inflazione registrata ogni anno nel nostro paese (senza tenere conto del prezzo dei tabacchi), cui si aggiunge un "extra-interesse" dell'1,25% lordo (1,1% netto).

Sono, dunque, meno redditizi, anche se di poco, del Btp Italia, che garantisce invece una cedola pari all'aumento dei prezzi al consumo più un rendimento (reale) del 2,25%.

Gli interessi dei Bfp vengono, inoltre, liquidati all'investitore soltanto dopo 18 mesi dall'acquisto e non ogni semestre, come avviene invece per i Btp, però non costano nulla (cioè non sono soggetti a commissioni di acquisto e di vendita) e possono essere rimborsati in qualsiasi momento al loro valore nominale, senza il rischio di perdere neppure un centesimo sulla somma investita.

Il Btp Italia, invece, può anche deprezzarsi. Altra alternativa al Btp Italia sono i Btpi (inflation linked), legati all'inflazione europea e non a quella italiana. Il valore del Buono del Tesoro inflation linked, a differenza di quello del Btp Italia, cresce nel tempo in base all'aumento dei prezzi al consumo registrato nell'Eurozona e alla scadenza il titolo viene rimborsato a un valore superiore a quello di emissione e il capitale investito nel Btpi sarà interamente protetto dall'azione erosiva dell'inflazione (almeno di quella europea).

Per quanto riguarda gli interessi, ogni 6 mesi l'investitore incassa un rendimento che rimane fisso in termini percentuali (cedola reale) e che, per i titoli con scadenza a 5 anni, oggi è pari al 2,1% (più basso rispetto alle cedole del Btp Italia di uguale durata).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il