Mutui: fondo solidarietà 2013 per famiglie ritorna per sospendere rate. Come fare domande e regole

Torna il Fondo di solidarietà per famiglie in difficoltà: come ottenere beneficio



Dopo un periodo di stop torna il Fondo di solidarietà per chi è in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo. Il fondo, attivo a partire dal 27 aprile, permette di sospendere il pagamento delle rate per un massimo di 18 mesi senza spese, commissioni o richiesta di ulteriori garanzie.

Per ottenere la sospensione è necessario presentare la domanda alla banca. Le domande potranno essere presentate a partire dal 27 aprile direttamente alla propria banca o all'intermediario finanziario che ha erogato il mutuo.

I moduli potranno essere scaricati dal sito del ministero dell'Economia e da quello della Consap (la società del ministero che gestisce il Fondo) e dovranno essere integrati dal documento di identità, dall'attestazione Isee e, a seconda delle vicende personali, dalla lettera di licenziamento o di dimissioni per giusta causa, dalla copia del contratto con la comunicazione di interruzione del rapporto, oppure dal certificato dell'Asl che attesti l'handicap o l'invalidità civile superiore all'80%.

La banca si occuperà poi di verificare la domanda e inviarla alla Consap che dovrà rilasciare il nulla osta alla sospensione del pagamento delle rate del mutuo.

Terminato il periodo di sospensione delle rate, si tornerà a pagarle con le stesse condizioni e le stesse scadenze previste dal contratto originario, a meno che nel frattempo il contratto di mutuo non sia stato rinegoziato.

Per ottenere la sospensione del pagamento delle rate il mutuo deve essere stato chiesto per l'acquisto della prima casa; l'importo erogato non deve essere superiore a 250.000 euro e deve essere in ammortamento da almeno un anno; il mutuatario deve avere un reddito Isee massimo di 30.000 euro.

La richiesta di sospensione del pagamento delle rate del mutuo può essere presentata da chi si trova in una situazione di difficoltà per cessazione del rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o determinato (tranne nel caso di risoluzione consensuale o per limiti di età con diritto alla pensione, licenziamento per giusta causa o dimissioni); di cessazione del rapporto di lavoro con prestazione continuativa e coordinata anche se non a carattere subordinato (tranne in caso di risoluzione consensuale o per giusta causa); di morte, riconoscimento di handicap grave o invalidità civile all'80 %; o da chi ha già fatto ricorso ad altre forme di sospensione, purché nel complesso non si superino i 18 mesi previsti dal regolamento.

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di Marcello Tansini pubblicato il