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Pensioni scuola quota 96: soluzioni possibili tra nuovo Governo 2013, ricorsi e Corte Costituzionale

Quota 96: soluzione da nuovo governo o Corte Costituzionale. La situazione attuale



La Corte dei Conti del Lazio non ha accolto la richiesta di pensionamento al primo settembre di quest'anno 2013 presentata da un gruppo di docenti appartenenti al personale della scuola che al 31 agosto 2012 aveva raggiunto quota 96, necessaria per andare in pensione con le vecchie regole, precedenti l'entrata in vigore di una riforma delle pensioni firmata dal ministro Fornero e con diversi errori di elaborazione, tanto da aver creato il problema dei pensionandi della scuola della cosiddetta Quota 96 e il problema degli esodati.

E' necessario trovare, dunque, una soluzione per questa categoria di lavoratori, per cui valgono leggi diverse rispetto agli altri comparti dei dipendenti pubblici.

Dopo la sentenza negativa della Corte dei Conti che ha ritenuto inammissibile il ricorso di alcuni pensionandi, ora 'la patata bollente' sembra dover arrivare nelle mani del nuovo governo.

Nel frattempo, si attende ora un'altra sentenza, quella della Corte Costituzionale, chiamata in causa in alcune regioni, come Puglie ed Emilia Romagna, grazie al ricorso dell’Anief, per cui ora toccherà alla Corte Costituzionale esprimersi sulla legittimità costituzionale dell’art. 24 della legge n. 214/2011 sollevata dal Tribunale di Siena con ordinanza del 21 agosto 2012.

Anche il Comitato ligure quota 96 ha annunciato nuovi ricorsi. Tutto è nato quando nello stilare la riforma delle pensioni, il governo di Mario Monti non ha tenuto conto delle leggi specifiche che regolano il mondo della scuola e che sono diverse dalle altre che sono in vigore per gli altri comparti dei dipendenti statali, dimenticando che l'uscita per il personale docente è all'inizio dell'anno scolastico e non alla fine di quello solare e che si colloca a cavallo tra due anni solari, per cui nessun insegnante potrebbe abbandonare la sua classe il 31 dicembre.

I pensionamenti della scuola partono, infatti, dal primo settembre e i requisiti ricercati si fermano al 31 agosto di ogni anno, mentre per i docenti di Quota 96 i requisiti si arrestano al 31 dicembre 2011.

La questione era, dunque, stata sottoposta alla Corte dopo che per i pensionandi di Quota 96 la riforma Fornero ha annullato i requisiti per il pensionamento a chi aveva come somma di servizio quota anni pari a 96, ma al termine del 31 agosto 2012 e non al 31 dicembre.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il