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Esodati: il punto della situazione tra decreti approvati e nuove soluzioni 2013

I 130mila tutelati e gli esodati che rischiano ancora: cosa fare?



Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha annunciato il nuovo decreto che ha tutelato gli ultimi 10.130 lavoratori esodati. Il plafond era stato inserito nella legge di stabilità per il triennio 2013-2015 e si aggiunge ai 120mila posti già riservati agli esodati con i due decreti salva Italia e quello inserito invece nella spending review.

I 10mila lavoratori salvaguardati sono quelli già tutelati con l'approvazione dell' ultima Legge di Stabilità .In particolare, potranno andare in pensione con le vecchie regole precedenti la riforma Fornero tutti quei dipendenti che hanno firmato un accordo per mettersi in mobilità entro il 4 dicembre del 2011, anche se hanno continuato a lavorare fino al 30 settembre del 2012; i lavoratori  che hanno siglato  un'intesa a livello territoriale; gli ex lavoratori che, sempre entro il 31 dicembre del 2011, avevano ricevuto l'autorizzazione al versamento volontario dei contributi necessari a  maturare la pensione.

Per quanto riguarda le prime due platee di salvaguardati, per i primi 65mila, a cui lo stesso ministro Fornero aveva promesso lettere e comunicazioni entro febbraio, le verifiche dell’Inps sono ancora in corso.

Le domande, del resto, hanno rapidamente raggiunto, e superato, i posti messi a disposizione dal governo. Il secondo decreto che ha tutelato 55mila esodati è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale lo scorso gennaio e mira a salvaguardare i lavoratori per cui sono stati firmati accordi in sede governativa entro il 31 dicembre 2011, anche se alla data del 4 dicembre 2011 non erano ancora in mobilità.

In questa platea di 55 mila salvaguardati rientrano, tra gli altri, i lavoratori dell'ex stabilimento Fiat di Termini Imerese, chiuso a fine 2011. Nell’ambito dei 55mila esodati rientrano i 6mila lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011 in base ad accordi collettivi o individuali e non si sono rioccupati devono presentare un’istanza di accesso alla pensione, corredata dell’accordo che ha dato luogo alla cessazione del rapporto di lavoro, nel caso  di accordi ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice civile (conciliazione), alla direzione territoriale del lavoro innanzi alla quale detti accordi sono stati sottoscritti; e in tutti gli altri casi, alla direzione territoriale del lavoro competente in base alla residenza del lavoratore cessato.

In entrambi i casi, l’istanza va presentata entro 120 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta, quindi entro il 21 maggio 2013. Oltre i 130mila salvaguardati dal governo, si stima che si aggirino sui 300mila coloro che ancora rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione e per cui sarà necessario che il nuovo governo provveda al reperimento di nuove risorse, urgenti per tutelare tutti coloro che rientrano in questa categoria di lavoratori.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il