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Blocco stipendi, contratti, scatti dipendenti publica amministrazione e statali nel Def 2013?

Le questioni forse ancora in discussione nel Def: cosa potrebbe cambiare



Le emergenze da risolvere riguardano esodati, cassa integrazione, contratti in scadenza dei precari delle Pa. Il nuovo Documento di economia e finanza (Def) contiene i margini per i pagamenti dei debiti dello Stato alle imprese e porta il deficit-Pil al 2,9%.

Ma per ridare ossigeno al sistema non basteranno perché si delineano una serie di urgenze e priorità necessarie da risolvere. Entro pochi giorni bisognerà recuperare circa mezzo punto di Pil, 7-8 miliardi, per scongiurare i nuovi carichi fiscali estivi, a partire dall’aumento  dell’aliquota Iva dal 21 al 22% che scatterà da luglio per il quale serviranno 1,9 miliardi.

Poi, nella seconda metà dell’anno bisognerà trovare un miliardo per neutralizzare la nuova Tares, tassa sui rifiuti.  Tutto sembra ancora aperto nel senso che si deve decidere per le coperture per gli anni prossimi e quindi si potrebbe decidere per congelare.

Intanto il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli,  ha detto che “Le misure dell'anno di governo confermano che le riforme possono realmente cambiare il corso della crescita nel Paese” durante l'audizione sul Def al Senato spiegando che le misure adottate sono una “eredità al prossimo esecutivo, chiamato a dare avvio a vaste politiche di grande respiro”.

Il ministro  ha poi quantificato l'impatto delle riforme fatte dal ministero dell'Economia, una stima prudenziale e ben più bassa di quelle di Fmi e Ocse: “Stimiamo che le misure 2012, incluse quelle del mercato del lavoro, abbiano un impatto sulla crescita del Pil pari all'1,6% e al 3,9% nel 2015 e nel 2020, e fino a circa 7 punti di Pil percentuali in più nel lungo periodo”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il