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Imu 2013: non ci saranno riduzioni tassa su casa. Nel Def viene definita permanente

Imu stabilizzata nel Def: la decisione



C’era chi auspicava una sua riduzione o la sua applicabilità ad eccezione della prima casa, invece l’Imu 2013, secondo quanto stabilito nel Def 2013 sarà applicata così come di consueto.

Nel Def inizialmente consegnato dall'Esecutivo erano infatti contemplati due scenari che si differenziavano a partire dal 2015: il primo secondo cui l'attuale regime Imu sia temporaneo e il secondo che rende l'imposta permanente.

Dopo la sollecitazione di Bankitalia, convinta che una tassazione Imu temporanea provocherebbe un peggioramento dei saldi per circa 0,8 punti percentuali del Pil l'anno dal 2015 e, di conseguenza, la necessità di reperire risorse aggiuntive di tale ammontare per raggiungere gli obiettivi programmati, è arrivata la decisione di stabilizzare la tassa sugli immobili.

La scelta sul gettito Imu trova anche d'accordo la Corte dei conti, che conferma come “nell'impostazione del Def non si ravvisino esigenze di nuove manovre correttive dei conti pubblici, se non a partire dal 2015 e condizionate nella dimensione dal mantenimento o meno del gettito Imu”.

Mario Monti aveva anticipato l'entrata in vigore dell'Imu al 2012 con due differenze: l'estensione dell'applicazione alla prima casa (esentata da Tremonti) e calcolandola sul 160% della rendita catastale (rispetto al 105% precedentemente previsto).

In questo modo l'Imu targata Monti ha garantito un gettito di circa 12 miliardi all'anno superiore a quello della versione più soft varata dall'ex ministro dell'Economia.

A legislazione vigente, dopo il 2015, l'Imu sarebbe tornata più leggera. Ma con la versione più leggera, i conti pubblici dopo il 2015 non tornerebbero e Monti, nel Def presentato alla Commissione speciale, aveva inserito due previsioni: una con l'Imu confermata in cui filava tutto liscio, e una senza l'Imu con la necessità di una manovra lacrime e sangue per il 2015.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il