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Btp, Obbligazioni societarie, oro e materie prime, casa: dove e come investire nel 2013?

Gli investimenti che oggi convengono: i consigli



In un momento particolare come quello che l’Italia attualmente come mai sta vivendo, ci si chiede quale sia il miglior prodotto su cui investire. C’è chi consiglia di investire sempre sul mattone, investimento che non passa mai di moda, perché in questo momento i prezzi delle case stanno scendendo velocemente anche se gli spread bancari non accennano a scendere, e sono quelli che allontanano gli italiani da questo genere di acquisto.

Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, anche le recenti mosse della Banca centrale del Giappone (BoJ), che il 4 aprile ha annunciato il raddoppio della massa monetaria nei prossimi due anni, sono state accolte con euforia.

L'operazione ha avuto un immediato impatto diretto sulla Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che ha toccato i nuovi massimi degli ultimi cinque anni, e alcuni benefici di tali operazioni si sono avuti anche su altri mercati, come quello dei titoli di Stato dei Paesi periferici europei. Più liquidità in circolazione a livello internazionale aumenta, infatti, le opportunità di finanziamento per le imprese e i corporate bond ne traggono vantaggi.

Per quanto riguarda, l'oro, tradizionale bene rifugio, dal settembre dello scorso anno il metallo giallo sta perdendo circa il 15%. Secondo le previsioni degli esperti, nel corso del 2013, il metallo prezioso doveva toccare i 2mila dollari l'oncia ma, invece, è scivolato sotto quota 1400.

Ma non si tratta, tuttavia, di una caduta inaspettata, perchè già all'inizio del mese di aprile, la francese Sociètè Gènèrale aveva stimato che le quotazioni dell'oro sarebbero scese sotto i 1400 dollari entro la fine dell'anno. Anche Goldman Sachs aveva previsto un forte calo per il metallo giallo, a quota 1270 dollari l'oncia entro il 2014.

Risultato: l'oro in questo momento non sembra più essere un bene rifugio sul quale conviene fare affidamento. Vanno bene, invece, le obbligazioni societarie grazie alla forte domanda che consente di ridurre i rendimenti e riporta sul mercato operatori che da anni non si proponevano.

Ne è un esempio Indesit, che nei giorni scorsi ha raccolto ordini per 2,75 miliardi su un titolo quinquennale a tasso fisso da 300 milioni. Torna la domanda anche sul mercato secondario, dove gli operatori internazionali cercano maggiori rendimenti e aumentano il peso dei titoli esteri (anche italiani) in portafoglio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il