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Pensioni scuola quota 96: soluzioni con Governo Letta e nuovo Ministro istruzione Carrozza

Quota 96 nelle mani del nuovo governo. Cosa cambierà?



Il nuovo governo si prepara a mettersi a lavoro sulle emergenze prioritarie del nostro Paese, che certo non sono poche e semplici, dalla ormai infinita questione esodati, al problema delle nuove risorse per la cassa integrazione in deroga che sta per terminare, alla riforma pensioni, alla cosiddetta questione Quota 96.

Anche questo problema rientra infatti tra le prossime urgenze su cui il nuovo governo dovrebbe intervenire, considerando che se ne discute ormai da troppi mesi senza mai arrivare ad una conclusione definitiva.

Dopo la sentenza negativa della Corte dei Conti che ha giudicato inammissibile il ricorso di alcuni pensionandi pronti a lasciare il lavoro ma bloccati dall’entrata in vigore delle nuove norme della riforma Fornero, la palla è ora rimbalzata alla Corte Costituzionale che, si spera, lascerà andare in pensione coloro che hanno raggiunto i requisiti necessari, la cosiddetta Quota 96, data dalla somma tra età anagrafica e contributiva partendo da un minimo di 60 anni di età e 35 di contribuzione.

Tutto è nato quando nello stilare la riforma delle pensioni, il governo di Mario Monti non ha tenuto conto delle leggi specifiche che regolano il mondo della scuola e che sono diverse dalle altre che sono in vigore per gli altri comparti dei dipendenti statali, dimenticando che l'uscita per il personale docente è all'inizio dell'anno scolastico e non alla fine di quello solare e che si colloca a cavallo tra due anni solari, per cui nessun insegnante potrebbe abbandonare la sua classe il 31 dicembre.

I pensionamenti della scuola partono, infatti, dal primo settembre e i requisiti ricercati si fermano al 31 agosto di ogni anno, mentre per i docenti di Quota 96 i requisiti si arrestano al 31 dicembre 2011.

La questione era, dunque, stata sottoposta alla Corte dopo che per i pensionandi di Quota 96 la riforma Fornero ha annullato i requisiti per il pensionamento a chi aveva come somma di servizio quota anni pari a 96, ma al termine del 31 agosto 2012 e non a quelli richiesti dalla riforma al 31 dicembre 2011. Ora tutto passa nelle mani del nuovo governo che, si spera, riesca a trovare giusta conclusione per questa categoria di pensionandi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il