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Scuola: il programma del nuovo ministro Carrozza del Governo Letta. Le novità possibili

Cosa cambia nel mondo della scuola: le proposte del nuovo ministro Carrozza



E' il nuovo ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza a parlare delle possibili novità che potranno arrivare nel mondo della scuola. L’obiettivo è investire nella scuola con i fondi provenienti dalla lotta all'evasione fiscale, almeno il 6% del Pil.

I campi necessari di investimento riguardano il 33% di copertura dei posti all'asilo nido, tempo pieno e modulo a 30 ore con le compresenze, per le medie reclutare una leva di insegnanti specializzati per preadolescenza e adolescenza, e allungare il tempo scuola, con scuole aperte anche al pomeriggio con sport, tecnologia, studio in gruppo, laboratori, classe aperte ecc, per le superiori biennio unitario, in modo che la scelta della scuola superiore cui iscriversi non venga fatta in terza media, quando sembra ancora troppo presto che un ragazzo sia in grado di prendere una tal decisione; creazione di Poli per l’Istruzione Tecnica Superiore che tengano insieme l’istruzione tecnica/professionale e la formazione professionale (sistema integrato), le imprese, l’università e il mondo della ricerca.

Il nuovo ministro punta anche ad eliminare diversità ed ostacoli di origine economica e sociale non sono tra Nord e Sud ma anche tra centro e periferia e tra studenti italiani e stranieri. Senza considerare l’importanza che avrà l’investire nelle tecnologie.

Il ministro Carrozza dice infatti: “Servono laboratori che sappiano coniugare il sapere al saper fare, la rottura dell'unità della classe e della consequenzialità delle lezioni, una scuola che superi la rigidità dell'orario e degli spazi. Non è assegnando un premio o una punizione o scatenando competizione tra le scuole che si sollecitano le stesse al miglioramento”.

Poi, sul concorso docenti, il ministro Carrozza, afferma che sarebbe stato meglio bandirlo solo per le classi esaurite o in via di esaurimento e propone una riforma sulle modalità  di formazione iniziale e reclutamento. "Dobbiamo prevedere un piano pluriennale di esaurimento delle graduatorie per eliminare la precarietà dalla scuola (non costa un euro in più stabilizzare chi lavora su posti vacanti) e offrire la necessaria continuità didattica agli studenti”. 

Altra proposta riguarda un nuovo contratto nazionale che attribuisca una retribuzione più alta per chi decide di svolgere a scuola nel pomeriggio le attività svolte oggi a casa come la correzione dei compiti, la preparazione delle lezioni, la formazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il