Le lauree triennali non piacciano tanto alle aziende

Secondo i risultati dell’VIII indagine Almalaurea sul profilo di laureati 2005, presentata il 25 maggio all’Università di Verona, il primo vero bilancio della riforma universitaria è positivo.



Secondo i risultati dell’VIII indagine Almalaurea sul profilo di laureati 2005, presentata il 25 maggio all’Università di Verona, il primo vero bilancio della riforma universitaria è positivo.

La ricerca riguarda 50 mila ragazzi laureati dopo la riforma partita nel 2001, che prevede il ben noto e discusso percorso di laurea 3 anni+2 anni.

L’età media della laurea scende dai 28 ai 24 anni, aumenta la frequenza degli studenti alle lezioni e cresce la soddisfazione per la scelta del percorso di studi; diminuisce, inoltre, il fenomeno degli studenti “fuori corso”, prima attestato intorno all’80% e che riguarda oggi circa un terzo degli iscritti.

E’ alto il numero dei ragazzi che si iscrive alla laurea specialistica (oltre il 68%); dato, questo, che potrebbe indicare un mancato assorbimento da parte del mercato del lavoro.
“Si è detto che le imprese non apprezzano i laureati di I livello – sottolinea il professore Andrea Cammelli, presidente di Almalaurea – ma sino ad ora non li hanno conosciuti; i primi laureati dell’università riformata sono usciti nell’estate del 2004 e in larghissima maggioranza hanno proseguito per la successiva laurea specialistica che stanno portando a termine nel migliore dei casi sono in questi mesi”.

Soddisfatto si dichiara il sottosegretario all’Università, professor Luciano Modica: “L’indagine di Almalaurea presenta risultati molto positivi, a conferma che la riforma, sempre migliorabile, funziona”.

Restano, comunque, le perplessità da parte di molti docenti e studenti, che sottolineano le difficoltà del percorso di laurea post riforma: lezioni da seguire, laboratori da frequentare e un numero infinito di esami da sostenere il tutto compresso nel tempo record di tre anni.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il