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Programma Governo Letta: tutti i punti e novità nel discorso ufficiale di ieri per la fiducia

Le linee guida del programma Letta: da Imu a Iva ad esodati. I punti



Il governo di Enrico Letta ha ottenuto la fiducia alla Camera con 453 sì, 153 no e 17 astenuti. I presenti sono stati 623, i votanti 606 e la maggioranza richiesta era di 304 voti.

Nel suo discorso a Montecitorio, Letta ha detto: “Bisogna superare l'attuale sistema sulla tassazione per la prima casa intanto da subito con lo stop sui pagamenti di giugno per permettere al Parlamento di attuare una riforma complessiva del sistema di imposte. Quella che viviamo è una delle stagioni più complesse e dolorose della storia repubblicana.

La prima verità è che la situazione economica dell'Italia è ancora grave, il debito pubblico grava come una macina sulle generazioni presenti e future. Vogliamo ridurre le tasse sul lavoro: quello stabile, quello sui giovani e sui neo assunti. Bisogna lavorare per arrivare ad una rinuncia dell'inasprimento dell'Iva. Si potranno studiare forme di reddito minimo per le famiglie bisognose con figli piccoli e proposte di incentivi con part time misti e con la staffetta per la parallela assunzione di giovani.

Il sistema di finanziamento pubblico dei partici va rivoluzionato, partendo dalla abolizione della legge in vigore. Allo stesso tempo è però importante attuare quella democrazia interna ai partiti prevista dalla Costituzione. Per ridare credibilità alla politica bisogna ricominciare con la decenza, la sobrietà, lo scrupolo e la banalità della gestione del padre di famiglia.

Ognuno deve fare la sua parte e a questo fine il primo atto del governo sarà eliminare lo stipendio dei ministri parlamentari che esiste da sempre in aggiunta alla loro indennità”.

In particolare sul lavoro, Letta lo ha definito “la prima priorità del suo governo. Bisogna ridurre le restrizioni ai contratti a termine, aiuteremo le imprese ad assumere giovani a tempo indeterminato in una politica generale di riduzione del costo del lavoro. Non bastano gli incentivi monetari. Serve una politica industriale moderna che valorizzi i grandi attori ma anche piccole e medie imprese che sono il motore di sviluppo e si deve investire su ambiente e tecnologia.

Sull'occupazione femminile occorre fare molto di più. La maggiore presenza delle donne nella vita economica, sociale e politica dà straordinari contributi, ma siamo lontani dagli obiettivi europei: non siamo ancora un paese delle pari opportunità”.

Sulla questione esodati: “Con la vicenda degli esodati la comunità nazionale ha rotto un patto: bisogna trovare una soluzione strutturale. E' un impegno prioritario di questo governo ristabilire la situazione”.

Sul fisco, bisogna puntare ad un risanamento e rispetto degli impegni europei, ma senza minacciare la ripresa della crescita che manca ormai da un decennio. Per questo Letta promette uno stop all'Imu di giugno in attesa di una sua revisione e sacrifici ripartiti finalmente in maniera equa.

Sul welfare, l'ambizione del governo è “rilanciare il welfare tradizionale europeo, il nostro modello non basta più, deve essere più universalistico e meno corporativo aiutando i più bisognosi, migliorando gli ammortizzatori sociali estendendoli ai precari e si potranno studiare forme di reddito minimo per le famiglie bisognose con figli”.

E poi c’è il capitolo dei costi della politica. In sintonia con gli umori del momento, Letta annuncia che i ministri-parlamentari del suo governo non recepiranno lo stipendio previsto sino ad oggi in aggiunta all'indennità. Oltre a questo risparmio simbolico, il presidente del Consiglio promette la cancellazione della legge sui rimborsi elettorali.

“Aboliamo la legge approvata e introduciamo più controlli e sanzioni anche sui gruppi regionali, imboccando la strada della contribuzione dei cittadini attraverso la dichiarazione dei redditi all'attività politica dei partiti”. Sempre in materia di tagli, Letta ha annunciato la soppressione delle Province.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il