Esodati, imu, pensioni, tasse, reddito minimo: programma Governo Letta e fattibilità

Cosa cambierà con il nuovo governo Letta: le novità



Da esodati al congelamento dell’aumento dell’aliquota Iva dal prossimo luglio, alla sospensione dell’Imu a giugno, a un minor carico fiscale per famiglie e imprese: il nuovo governo Letta punta a rimettere l’Italia ‘in piedi’ passando dal sostegno a tutti gli italiani che stanno fortemente patendo la crisi.

Diversi gli argomenti in campo annunciati, dall’immediata sospensione del pagamento dell’Imu a giugno alla drastica diminuzione degli stipendi dei parlamentari e della loro indennità.

Sembrerebbe un piano rivoluzionario, ma necessario per risanare un’Italia sull’orlo del baratro. In particolare, sull’ormai tanto discussa questione esodati, Letta ha detto: “Con la vicenda degli esodati la comunità nazionale ha rotto un patto: bisogna trovare una soluzione strutturale. E' un impegno prioritario di questo governo ristabilire la situazione”, così come prioritario è in generale il capitolo lavoro, soprattutto giovanile, e l’occupazione femminile.

Per gli esodati,inoltre, si starebbe già pensando a modifiche della riforma delle pensioni. Non un ritorno agli scalini, come aveva proposto Cesare Damiano, e che incontrerebbe resistenze in Europa, ma un sistema di flessibile di uscite con penalizzazioni sull'assegno in modo da tenere in ordine i conti.

Altro punto cruciale, fisco e crescita: Letta promette uno stop all'Imu di giugno in attesa di una sua revisione e sacrifici ripartiti finalmente in maniera equa. “Basta sacrifici per i soliti noti, questo significa ferrea lotta all'evasione, ma senza che la parola Equitalia faccia venire i brividi alla gente”. 

Il governo punta, inoltre, a riformare profondamente il welfare: “Dobbiamo rilanciare il welfare tradizionale europeo, ha spiegato Letta, il nostro modello non basta più, deve essere più universalistico e meno corporativo aiutando i più bisognosi, migliorando gli ammortizzatori sociali estendendoli ai precari e si potranno studiare forme di reddito minimo per le famiglie bisognose con figli”. 

Ci sono comunque sette-otto miliardi di spese indifferibili da finanziare entro giugno: per esempio, serve subito un miliardo per la cassa in deroga, un altro per rinnovare i contratti dei precari della pubblica amministrazione; servono i soldi per i contratti di servizio di Poste, Ferrovie, Rai. Il premier ha, comunque, promesso la crescita dell'economia senza rinunciare al rigore dei conti pubblici.

Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Marianna Quatraro pubblicato il