Irap: la vicenda rimane ancora senza soluzione nonostante si avvicini la data del primo pagamento

La vicenda dell'Irap é tutt'altro che in fase di risoluzione: a solo un mese dalla scadenza per il pagamento del saldo 2005, e del primo acconto 2006, la fine del contenzioso sembra ancora lontana.



La vicenda dell'Irap é tutt'altro che in fase di risoluzione: a solo un mese dalla scadenza per il pagamento del saldo 2005, e del primo acconto 2006, la fine del contenzioso sembra ancora lontana. A detta del Sole24Ore che, questa settimana, ha pubblicato un bell'articolo sul supplemento del Lunedì Affari Privati, la speranza di scoprire qualcosa a breve sulla legittimità o meno dell'imposta é molto vana.

Dovremmo chiedere al vice ministro dell'Economia Vincenzo Visco quale futuro ci attende. Lui, che l'ha ideata l'Irap, potrebbe avere qualcosa da dire in proposito. Ma probabilmente sarebbe troppo impegnato con il suo giro di vite su tasse & dintorni: "i conti pubblici sono un disastro!!!" "Basta condoni!" "Viva la tassa di successione e la lotta all'evasione!"

Nel frattempo le cause per il contenzioso Irap parcheggiano a Piazza Cavour. Una lunga sosta in Cassazione nell'attesa del verdetto da parte della Corte di giustizia delle Comunità europee (CGCE) sulla legittimità della tassazione Irap per i piccoli contribuenti ovvero dei professionisti e degli autonomi senza organizzazione.

I numeri. Sarebbero 132, ad oggi, i giudizi pendenti; 7.200 i ricorsi nei primi 4 mesi del 2006, 27 le cause sospese. Nel 2005 con l'Irap lo Stato ha incassato oltre 35.000 milioni di euro dei quali 26 milioni dai privati (imprese, autonomi, banche ed assicurazioni).

La vicenda. Ma facciamo un pò di chiarezza. Vi diamo un altro numero C-475/03: é quello del procedimento in pendenza presso la CGCE sulla presunta incompatibilità tra Irap ed IVA. Oggetto della causa la violazione dell'art.33 della VI Direttiva Cee che vieta agli Stati membri di introdurre imposte, diritti e tasse sulle cifre di affari. La possibile incompatibilità dell'Irap sarebbe, in soldoni, da ricondurre ad una sostanziale somiglianza con l'IVA.

A rafforzare le speranze dei contribuenti ci ha pensato il pm europeo Hackl che ha riconosciuto almeno 4 punti di congiunzione tra Irap ed IVA:

  • generalità di applicazione;
  • proporzionalità tra imposta e prezzo;
  • riscossione ad ogni stadio del processo di produzione;
  • qualificazione come imposta sul valore aggiunto.

L'unica scappatoia, per ora, sembrerebbe quella di una sentenza da parte dei giudici europei sulla compatibilità oppure di incompatibilità della Legge.

La svolta. E se la legge fosse dichiarata incompatibile? Beh...in questo caso si aprirebbe la strada al rimborso dell'imposta che, in caso di effetto retroattivo, della decisione potrebbe arrivare alla modica cifra di 120 miliardi di Euro.

Nel frattempo ci si può attivare per il contenzioso finalizzato al rimborso dell'esborso (per usare un gioco di parole).

Tre le possibilità alternative a disposizione del professionista che intende far valere la situazione di esonero dall’Irap, eccependo l’assenza dell’autonoma organizzazione:

  • Istanza di rimborso. Va presentata entro 48 mesi dal pagamento. Deve essere inviata alla locale agenzia delle Entrate.
  • Dichiarazione senza ravvedimento. In questo caso, l’amministrazione emetterà una cartella di pagamento, con sanzioni e interessi. La cartella è un titolo esecutivo: il contribuente deve pagare a meno che il giudice non disponga la sospensione.
  • Omissione di dichiarazione e versamento. E’ l’opzione più radicale: l’ufficio notificherà un accertamento per omessa dichiarazione con sanzioni dal 120 al 240%. L’atto non è immediatamente esecutivo, se non limitatamente alla metà della maggior imposta iscritta a ruolo.

Atteso oggi invece il confronto tra Confindustria e Governo sul rispetto delle promesse elettorali:

  • riduzione del cuneo fiscale di 5 punti nel primo anno;
  • burocrazia più leggera;
  • abolizione Irap;
  • mantenimento della Legge Biagi.

Su almeno uno dei 4 punti si può sperare, sempre che il viceministro Visco sia d'accordo?!

Intanto c'é anche chi ha paura di ipotetici rischi di sovrapposizione sul piano comunitario tra Irap ed IVA: la cosiddetta IVAp!!!

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il