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Programma Governo Letta: punto per punto. Le novità lavoro, tasse, scuola, sanità

I punti cruciali del nuovo programma di governo: cosa prevedono



Dalla riduzione delle tasse sul lavoro, alla questione esodati, a forme di reddito minimo per le famiglie bisognose con figli piccoli e proposte di incentivi con part time, a nuovi finanziamenti e sostegno all’occupazione, soprattutto giovanile.

E’ ricco di novità e buoni propositi il programma del nuovo governo Letta che sembra toccare ogni punto della vita economico-sociale del nostro Paese, punti necessari per rimettere in piedi un’Italia fortemente danneggiata. Si parte dalla questione esodati: “Con la vicenda degli esodati la comunità nazionale ha rotto un patto: bisogna trovare una soluzione strutturale. E' un impegno prioritario di questo governo ristabilire la situazione”.

Sul lavoro, Letta lo ha definito “la prima priorità del suo governo. Bisogna ridurre le restrizioni ai contratti a termine, aiuteremo le imprese ad assumere giovani a tempo indeterminato in una politica generale di riduzione del costo del lavoro. Non bastano gli incentivi monetari. Serve una politica industriale moderna che valorizzi i grandi attori ma anche piccole e medie imprese che sono il motore di sviluppo e si deve investire su ambiente e tecnologia. Inoltre, bisognerà pensare a meno vincoli sui contratti a termine.

Sull'occupazione femminile occorre fare molto di più. La maggiore presenza delle donne nella vita economica, sociale e politica dà straordinari contributi, ma siamo lontani dagli obiettivi europei: non siamo ancora un paese delle pari opportunità”.

Sul welfare, l'ambizione del governo è migliorare gli ammortizzatori sociali estendendoli ai precari e si potranno studiare forme di reddito minimo per le famiglie bisognose con figli”.

Letta ha riservato al programma per le infrastrutture, parlando anche di turismo, di valorizzazione della manutenzione delle “infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali”, soprattutto per Mezzogiorno pronosticando l’eliminazione del “divario infrastrutturale” congiuntamente ad un utilizzo più oculato dei fondi Ue e pensando anche ad un piano di edilizia scolastica su tutto il territorio nazionale.

Sul fisco, bisogna puntare ad un risanamento e rispetto degli impegni europei, ma senza minacciare la ripresa della crescita che manca ormai da un decennio. Per questo Letta promette uno stop all'Imu di giugno in attesa di una sua revisione e sacrifici ripartiti in maniera equa.

Sui costi della politica, Letta ha annunciato che i ministri-parlamentari del suo governo non recepiranno lo stipendio previsto sino ad oggi in aggiunta all'indennità.

Oltre a questo risparmio simbolico, il presidente del Consiglio promette la cancellazione della legge sui rimborsi elettorali: “Aboliamo la legge approvata e introduciamo più controlli e sanzioni anche sui gruppi regionali, imboccando la strada della contribuzione dei cittadini attraverso la dichiarazione dei redditi all'attività politica dei partiti”. Sempre in materia di tagli, Letta ha annunciato la soppressione delle Province.

Sul capitolo tasse, sarà necessario limitare quelle sul lavoro, perché l’allentamento della pressione fiscale passa per la contrazione delle tasse sul lavoro. Ai vertici dell’agenda fiscale del nuovo governo il taglio al cuneo fiscale, nello specifico tramite la limitazione del carico fiscale sulle spalle delle imprese sia sul lavoro stabile che su quello per i neo assunti.

Tra gli altri punti del programma del nuovo governo spuntano quello che mira a ridurre i tempi della giustizia e quello che riguarda il miglioramento dei servizi sanitari, gravati dal problema delle scarse risorse.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il