Pensioni: Riforma Fornero e Governo Letta

Pensioni e nuovo governo: cosa potrebbe cambiare



Non le priorità economico-sociali: tra gli impegni del governo Letta anche qualche modifica alla riforma delle pensioni firmata dal precedente ministro del Lavoro, Elsa Fornero.

Le ipotesi di modifica sono abbastanza concrete, considerando che proprio nel periodo pre-elettorale tutti i partiti insieme, da Pd a Pdl al Movimento 5 Stelle, paventavano una sorta di controriforma delle pensioni che modificasse l’impianto previdenziale esistente. Poi nessuno ne ha più parlato. Ora qualcosa potrebbe davvero cambiare.

Il discorso di presentazione del programma di governo annunciato la scorsa settimana alla Camera dal neo presidente del Consiglio, Enrico Letta, sembra infatti delineare i contorni di una manovra correttiva alla riforma vigente (il Dl 201/2011).

Il neo premier, infatti, non solo ha parlato una soluzione strutturale della questione esodati, che nonostante il varo di tre decreti di contenimento è ancora lungi dall'essere risolta,  ma si è spinto oltre prefigurando la flessibilizzazione delle nuove soglie anagrafiche di pensionamento.

Letta apre dunque “a forme circoscritte di gradualizzazione del pensionamento, come l’accesso con 3-4 anni di anticipo al pensionamento con una penalizzazione proporzionale”. Attualmente la riforma Fornero prevede questa possibilità esclusivamente per quei soggetti che vanno in pensione di anzianità con 42 anni e 5 mesi per gli uomini e 41 anni e 5 mesi per le donne, prima di 62 anni.

Il taglio dell’1%  dell’intero importo pensionistico scatta per ogni anno di anticipo, percentuale che cresce poi al 2% per ogni anno di anticipo che oltrepassa i due anni.

Si potrebbe, dunque, lasciare prima dal mondo del lavoro e andare in pensione prima modificando la riforma Fornero, come proposto dei partiti che hanno paventato un nuovo canale di pensionamento con la possibilità di andare in pensione prima per uomini e donne.

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di Marcello Tansini pubblicato il