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Sistri: il nuovo sistema 2013 è partito a date scaglionate.Ma non mancano le polemiche e le proteste

Sistri al via: le proteste delle imprese



Il Sistri, sistema telematico di tracciabilità dei rifiuti, E’ sarà operativo dal primo ottobre per i produttori di rifiuti speciali con più di 10 dipendenti.

L’art. 52 del Decreto Crescita aveva sospeso fino al 30 giugno 2013 il termine di operatività del sistema per procedere alle ulteriori verifiche amministrative e rinviando ad un apposito decreto del Ministero dell’ambiente l’individuazione del nuovo termine per l’entrata in funzione del Sistri, che si pone l’obiettivo di controllo attraverso una informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per gli impianti di recupero e smaltimento, l’eliminazione degli adempimenti cartacei e la realizzazione di un sistema telematico per la gestione e la rilevazione dei dati.

Il sistema entrerà in vigore in modo graduale: da appena tre giorni, cioè dal 30 aprile, è ripartito per operazioni di allineamento dei dati al sistema stesso, con la verifica del software, anche per consentire al ministero eventualmente di modificare e semplificare alcune procedure della gestione.

Dal 30 aprile al 30 settembre toccherà alle grandi imprese, o comunque alle imprese che lavorano rifiuti pericolosi; perché questa è l'area alla quale si applica la prima fase del Sistri dovranno fare questo lavoro di verifica e riallineamento.

Poi, dal primo ottobre per i rifiuti pericolosi entra in vigore. Mentre per i piccoli operatori al di fuori dell'area dei rifiuti pericolosi, e comunque per quelli che non ne gestiscono, il sistema avrà una fase di allineamento dal 30 settembre al primo di marzo 2014 e di nuovo in questa fase, anche per quest'area, vi saranno delle verifiche. Infine dal 3 marzo 2014 il sistema parte anche per quest’area.

Ma il via al nuovo Sistri non ha mancato di suscitare proteste e polemiche: per Rete Imprese Italia, “Il decreto sul Sistri va ritirato e abrogato immediatamente.

Le imprese sono allo stremo, ma il Governo si ostina a non capire. Quello che contestiamo è la complessità del Sistri e le pesanti ricadute per le imprese. Per questo ne sosteniamo l'abrogazione”.

“E’ sconcertante la decisione di riavviare il Sistri nonostante tutte le criticità sul sistema di tracciabilità dei rifiuti più volte evidenziate dalle imprese”, ha commentato Daniele Riva, presidente di Confartigianato.

“Una decisione che non tiene conto delle difficoltà che stanno attraversando le imprese artigiane”. A polemizzare sono tutte le medie e piccole imprese, dell'artigianato e del commercio che rischiano di spendere moltissimo per stare al passo con questa normativa e di dover dedicare moltissimo tempo a sbrigare la pratica burocratica della tracciabilità.

Riva dice ancora: “La crisi che stiamo attraversando richiederebbe di indirizzare gli sforzi del Ggverno verso misure e provvedimenti capaci di far ripartire l'economia e non verso atti capaci solo di penalizzare ancora di più le imprese che faticosamente stanno cercando di mantenersi in vita garantendo milioni di posti di lavoro”.

Secondo Marco Accornero, segretario generale della Claai, “il sistema elettronico per tracciare i rifiuti pericolosi non ha mai funzionato perché è complesso e sovradimensionato rispetto alle modeste quantità di rifiuti smaltiti da molte imprese del settore”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il