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Esodati e Governo Letta: le soluzioni reali e coperture non sono ancora state chiarite

Letta promette riforme strutturali: ma cosa farà il nuovo governo davvero?



Diversi gli annunci del neo premier Enrico Letta sugli esodati che “rappresentano una priorità per il governo” e per cui devono essere trovare necessariamente soluzioni definitive.

Se ne parla tanto, e tanto si discute dei tre decreti varati dal governo Monti a tutela di una platea di 130mila individuati, ma in concreto ben poco si è fatto e si fa.. Perché, è vero che il governo Monti ha varato tre decreti con cui ha salvaguardato 65mila primi individuati, una seconda platea di 55mila lavoratori e una terza ed ultima di 10mila, ma è anche vero che fra loro ancora nessuno ha ricevuto un euro di pensione.

L’Inps sarebbe, infatti, ancora a lavoro sul controllo delle domande inoltrate per verificarne i giusti requisiti. E siamo fermi ancora alla prima platea di 65mila persone. Mentre si allungano, dunque, i tempi per le lungaggini burocratiche dei già tutelati, si moltiplicano gli sforzi per cercare di capire dove e come poter attingere le risorse per tutelare gli altri 300mila lavoratori (numero stimato da Cgil e Ragioneria dello stato) che rischiano ancora di rimanere senza lavoro e senza pensione.

I buoni propositi in merito sono tanti ma gli atti concreti assolutamente nulli. Sul tema esodati il premier Letta sembra muoversi in direzione di un pensionamento anticipato anche per “evitare la formazione di bacini estesi di lavoratori anziani, nei confronti dei quali, venendo messi alla porta dalle aziende, diventa difficile la ricollocazione al lavoro”.

E annuncia riforme strutturali di cui si attendono però ancora comunicazioni pratiche ufficiali. Come, cioè, procederà praticamente il governo? Cosa farà per individuare i nuovi lavoratori da tutelare e come assicurerà loro le dovute tutele?

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il