Mutui e taglio dei tassi Bce Maggio 2013: cosa cambia. Le conseguenze sulle rate

Quali effetti potrà avere il taglio tassi della Bce su mutui e prestiti? Le previsioni



Per rilanciare l’economia e dare nuovo sostegno alla crescita, la Banca centrale europea ha deciso di tagliare il tasso d'interesse principale allo 0,50% dallo 0,75%, raggiungendo un nuovo minimo record. 

Con questo nuovo taglio, il tasso sui prestiti marginali scende di mezzo punto all'1%, quello sui depositi resta invariato allo 0%. Ma la Bce non solo ha tagliato i tassi dello 0,25%, ma ha anche lasciato la porta aperta a nuovi interventi, spiegando che la politica monetaria di Francoforte “resterà accomodante per tutto il tempo che servirà”.

Molti ritengono che questo nuovo taglio operato dalla Bce porterà ad un possibile aumento di mutui e presiti concessi a famiglie e imprese. Ma forse l’entusiasmo in questo senso è da frenare per quanti pensano così in positivo.

Prendendo, per esempio, in considerazione l'andamento dei mutui, l'Euribor già ai minimi rende inutile il taglio Bce per i mutui variabili già erogati, anche se potrebbe al limite ritardare un futuro rialzo delle rate.

Per chi ha contratto il prestito da poco o lo deve ancora fare il problema resta l'elevato spread bancario (in media oltre il 3%), elemento su cui gli effetti delle mosse Bce non si faranno sentire così tanto presto.

Il nuovo taglio dei tassi d’interesse disposto dalla Bce potrebbe però produrre una miglior accesso al credito delle Pmi: non solo, per le imprese ci sono costi di finanziamento minori per 2,39 miliardi di euro all’anno, secondo i calcoli della Cgia di Mestre.

Giuseppe Bortolussi, direttore dell’associazione degli artigiani di Mestre, precisa che “la riduzione del tasso di interesse stabilito dalla Banca centrale europea potrebbe non tramutarsi in una corrispondente contrazione del costo del denaro nel nostro Paese e quindi i risparmi calcolati potrebbero essere sovrastimati”.

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di Marianna Quatraro pubblicato il