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Btp: quali comprare dopo calo dei tasso di interesse BCE a Maggio 2013 di Draghi?

Cosa cambia per gli investitori con il taglio tassi della Bce? Prospettive



La Banca centrale europea taglia il tasso d'interesse principale allo 0,50% dallo 0,75%, raggiungendo un nuovo minimo record e con questo nuovo taglio, il tasso sui prestiti marginali scende di mezzo punto all'1%, quello sui depositi resta invariato allo 0%.

E cala lo spread tra Btp e Bund tedeschi: dopo essere risalito a quota 270 punti base ha chiuso a 261 punti base. I titoli italiani sul mercato secondario rendono il 3,77% e non accadeva dal febbraio 2006. Nel resto d'Europa prevale l'ottimismo.

C’è chi pensa che il taglio dei tassi della Bce potrà andare ad incidere su mutui e finanziamenti da concedere a famiglie e imprese, chi, invece, ritiene che tali effetti se ci saranno non si manifesteranno poi nel breve periodo, perché, per esempio, ad incidere sui mutui, tenendo alti i loro prezzi, ci sono gli spread bancari, ancora troppo elevati.

Ma certamente il taglio operato dalla Bce inciderà sui rendimenti dei Btp. Secondo CorrierEconomia, il taglio applicato sarà a favore delle emissioni a cedola fissa, con una percentuale medio alta di durate lunghe, se l'investitore dispone di una buona propensione al rischio, con una quota rilevante di titoli con scadenza più breve, se invece la propensione al rischio è modesta.

Nel primo caso, il livello del rendimento teorico che il portafoglio offre è decisamente superiore, mentre scende a valori molto bassi, nel secondo caso. La rischiosità legata ai tassi è considerata più alta per le emissioni con durata lunga, basta considerare la variazione che subisce la quotazione di un'emissione decennale.

E’ necessario comunque, all’interno di un portafoglio, diversificare e modulare le durate, privilegiando quelle che più corrispondano alla capacità dell'investitore di assorbire i rischi.

Per l'investitore con bassa propensione al rischio, la quota complessiva di titoli obbligazionari è consigliata al 55% del portafoglio, di cui 48% con durata entro i cinque anni e la parte restante con scadenza fino a dieci anni.

Se la propensione al rischio è moderata, il comparto obbligazionario scenderà al 45%, di cui 39% con durata entro cinque anni e 6% entro dieci anni; per la propensione al rischio media i numeri sono 30% complessivo, di cui 23% entro cinque anni e 7 entro dieci.

Se la propensione è invece piuttosto alta, il comparto obbligazionario scende al 10% del totale impegnato in bond, equamente suddiviso tra le due durate.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il