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Taglio Irap e Irpef: meno tasse in programma Governo Letta per aumentare lavoro e crescita

Sostenere la crescita attraverso taglio irap e irpef: cosa intende fare il nuovo governo



Per sostenere lavoro e crescita, sul tavolo vi sono diverse richieste, a partire dalla revisione delle agevolazioni fiscali (2-3 miliardi) e dalla riorganizzazione della macchina dello Stato, che porterebbe risparmi.

Allo studio l’ipotesi di raddoppiare la deduzione Irap già introdotta nel Salva-Italia, che costerebbe un miliardo e andrebbe a tutto vantaggio delle imprese e dei lavoratori under 35, delle donne e dei disoccupati del sud. E’, infatti, prevista un’esenzione di 10.600 euro per ogni occupato a tempo indeterminato di sesso femminile o sotto i 35 anni.

A Sud il contributo oggi è di 15.200 euro. In questo modo le imprese risparmierebbero e si favorirebbe l’occupazione stabile. Nel Salva Italia è anche previsto che le aziende possono dedursi interamente l’Irap pagata sul costo del lavoro dall’Ires e dall’Irpef.

Con un incremento che va dall’attuale 10% al 100% le imprese godranno di uno sgravio stimato in 1,5 miliardi annui per il triennio 2012-2014. Allo studio anche un taglio di un punto della prima aliquota Irpef, cioè quella dei redditi fino a 15mila euro, dal 23 al 22%, che potrebbe favorire sia le imprese che le famiglie di ceto medio-basso, particolarmente colpite dalla crisi.

L'importanza di ridurre irap e irpef viene ribadita anche da  Carlo Stagnaro, direttore studi e ricerche dell’Istituto liberista Bruno Leoni, secondo cui “La bassa crescita italiana deriva da molteplici cause, delle quali l’elevata pressione fiscale, senza dubbio una delle principali.

 In astratto, qualunque taglio d’imposta va accolto con favore, ed è preferibile a nessun taglio d’imposta. Tuttavia, sarebbe ingenuo e sbagliato ignorare un altro aspetto della questione: tutte le imposte sono dannose, ma non tutte lo sono allo stesso modo”.

Confrontando il sistema d’Italia con la tassazione media europea, secondo Stagnaro, emerge che “Alcune imposte sono peggiori di altre. In particolare, tutte le statistiche mostrano come l’Italia sia ai primi posti al mondo per il peso della fiscalità su lavoro e impresa.

Al contrario, è in linea con la media europea per quanto riguarda la tassazione degli immobili. Questo semplice fatto dovrebbe indurre a concentrare tutte le risorse disponibili nella riduzione di imposte come l’Irap, l’Irpef e l’Ires. L’Irap, in particolare, è terribilmente distorsiva, perché la sua base imponibile non sono gli utili di un’azienda, ma i suoi costi, soprattutto il costo del lavoro”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il