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Graduatorie precari scuola: sono da rifare dopo decisione del tar. I motivi

Da rifare le graduatorie dei precari della scuola: la sentenza del Tar



Sono da rifare le graduatorie dei precari della scuola: la sezione terza bis del Tar del Lazio ha, infatti, accolto due ricorsi presentati dall’Anief nel 2010, sollevati alla Consulta per violazione di cinque articoli della Costituzione (3, 4, 35, 51 e 97), ponendo dubbi sulla cancellazione dalle graduatorie ad esaurimento (Gae), avvenuta il primo settembre 2010, di circa 31mila docenti già di ruolo.

Per il Tar sono addirittura cinque i profili di incostituzionalità contestati, tra cui la violazione del principio del merito e quello dell’uguaglianza tra dipendenti pubblici.

Se la Consulta dovesse ravvisare l’incostituzionalità della norma, per migliaia di docenti si riaprirebbe l’opportunità di poter scegliere una nomina in ruolo diversa da quella che già hanno e di fatto verrebbe rimesso in discussione l’intero sistema delle graduatorie per le assunzioni.

Il problema è sorto quattro anni fa quando una norma voluta dall’allora ministro all’Istruzione Mariastella Gelmini, cancellò dalle Gae, uno dei canali per il reclutamento degli insegnanti, che per accedervi devono avere una abilitazione acquisita con corsi specifici, i docenti di ruolo con l’intento di dare un’opportunità in più ai precari storici.

Un secondo canale è costituito dalle graduatorie di merito, di cui fanno parte i vincitori del concorso e si tratta di una graduatoria in cui il punteggio non può essere aggiornato. Nella Gae, invece, gli insegnanti hanno la possibilità di aggiornare periodicamente il punteggio.

Le assunzioni in ruolo vengono fatte attingendo per metà dalla graduatoria di merito,e per metà dalla Gae, da dove però i docenti vengono anche chiamati per le supplenze.

Si tratta di una norma, però, che sin dall’inizio non è piaciuta all’Anief, il sindacato degli insegnanti guidato da Marcello Pacifico, che nel 2010 ha impugnato il provvedimento con due ricorsi, sottoscritti da 62 docenti.

Ed ora il tutto è stato rinviato alla Consulta, perché la norma, si legge nell’ordinanza del Tar “appare il frutto di scelte politiche contrastanti con il principio meritocratico di inclusione nelle graduatorie che non piuttosto rivolte a eliminare discriminazioni o a promuovere il lavoro di docente su tutto il territorio nazionale”.

Per Marcello Pacifico, presidente Anief e delegato Confedir alla Scuola, siamo di fronte “all’ennesima conferma di come la cultura giuridica guida la nostra azione sindacale. L’ordinanza conferma la denuncia che fin dall’inizio abbiamo espresso nei confronti di un intervento legislativo disorganico, pasticciato e illogico, attuato contro gli interessi del Paese e in tutta fretta soltanto per ostacolare le sentenze della magistratura che vedevano l’amministrazione soccombente”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il