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Lavoro: piano e programma del Governo Letta 2013 per cambiare Riforma-Legge Fornero

Modifiche riforma Lavoro Fornero: le proposte del nuovo governo


Modificare non solo la riforma delle pensioni firmata dall'ex ministro Fornero ma anche quella del Lavoro. E il nuovo governo Letta, già al lavoro, sta studiando un piano in due tempi sul fronte lavoro.

Il governo Letta punta infatti, prima, ad affrontare l’emergenza sociale che rischia di portare all’esaurimento le risorse della cassa integrazione in deroga, e poi, la modifica della legge Fornero per incentivare l’occupazione giovanile all’insegna di una semplificazione normativa.

Si tratta di un piano pensato dal neo premier Enrico Letta insieme al neoministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni. Per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga, sarebbero più di 500mila i lavoratori, stando alle stime dei sindacati, coloro che la ricevono.

In alcune regioni, dall’Emilia Romagna alla Campania, per passare dal Piemonte al Veneto, si è già toccato il fondo degli stanziamenti. Secondo le stime regionali è necessario un miliardo e mezzo di euro. E poi ci sono circa 25mila lavoratori, soprattutto nelle regioni del meridione, all’interno del bacino comprensivo dei cassintegrati, che risultano in mobilità in deroga, ma che di fatto hanno già perso il lavoro.

Il tasso di disoccupazione è in costante crescita (11,5%) e i soggetti senza occupazione (compresi gli inattivi e gli scoraggiati) rasentano la cifra impressionante di sei milioni di persone.

Tra i giovani, compresi tra 15 e 24 anni, i disoccupati toccano il 38,4%: una vera e propria piaga che, come ha spiegato il presidente del Consiglio Letta, rappresenta la priorità assoluta. Le modifiche toccheranno i contratti a tempo determinato, canale principale per accedere al mondo del lavoro, perché i vincoli posti dalla riforma Fornero per evitare gli abusi dei contratti flessibili si sta traducendo in una fase di profonda stasi, se non di retrocessione, delle assunzioni.

Prevista, inoltre, anche una semplificazione dell’apprendistato e, a livello europeo, sull’anticipazione di un anno della youth guarantee (garanzia giovani) che stanzia 6 miliardi di euro per tutti i Paesi Ue con l’obiettivo di garantire un’offerta lavorativa o viceversa formativa entro quattro mesi dalla disoccupazione nei confronti dei giovani che hanno fino a 25 anni.




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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il 07/05/2013 alle ore 11:01