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Incidente al porto di Genova: i motivi possibili della tragedia. Gli ultimi aggiornamenti

Le ultime novità dell’incidente di Genova: cosa sta succedendo



Genova si è svegliata a lutto mentre in porto proseguono le ricerche per l'individuazione e il recupero degli ultimi due dispersi. Sono proseguite, infatti, per tutta la notte, anche con l'ausilio di un microrobot sottomarino, le ricerche delle due persone che ancora mancano all'appello in seguito al grave incidente al porto di Genova, il maresciallo di Guardia Costiera Francesco Cetrola, 38 anni, e il sergente Gianni Jacoviello, 33 anni, che si trovavano nella torre piloti al momento del crollo.

I loro corpi sono quasi certamente sul fondo del porto nella zona del molo Giano, sotto i lastroni di vetro caduti dalla torre. Crollati sul fondo, sepolti dalle macerie, questi lastroni rendono particolarmente difficile il lavoro dei soccorritori. Oggi in porto dovrebbe intervenire una ditta specializzata per rimuovere le lastre di vetro.

L’incidente accaduto al porto di Genova avvenuto alle 23:30 di due giorni fa e che ha causato il crollo della torre di controllo del porto, il centro nevralgico dello scalo, buttata giù dalle 40mila tonnellate della Jolly Nero, nave container che potrebbe aver causato l’incidente a causa dell’avaria dei motori, è stato definito dal presidente del Consiglio Enrico Letta ‘tragedia immane’.

Il prezzo più alto lo paga la Guardia Costiera: nel crollo della torre sono morte il capo di Prima Marco Di Candussio e i sottocapi Daniele Fratantonio, Davide Morella e Giuseppe Tusa mentre il maresciallo Francesco Cetrola e il sergente Gianni Jacoviello sono ancora là sotto, ufficialmente dispersi.

Le altre tre vittime sono il pilota Michele Robazza, il telefonista della compagnia dei piloti Maurizio Potenza e il 'torrettista' dei Rimorchiatori riuniti Sergio Basso.

Tutti e nove erano nell'edificio, quando la portacontainer della Compagnia Messina si è schiantata contro la palazzina che si è sgretolata. Le risposte arriveranno dall'analisi della scatola nera della nave, già recuperata, che sarà aperta nei prossimi giorni.

Solo con i dati registrati dalle apparecchiature di bordo, infatti, sarà possibile stabilire con certezza l'intera sequenza degli ordini a bordo della Jolly, capire se e quando si è verificata un'avaria, scoprire se c'é stato un errore di valutazione o un eccesso di velocità di chi in quel momento era al comando della nave.

Al momento altre ipotesi non vengono prese in considerazione. Le prime ricostruzioni della dinamica parlano infatti di una manovra che è stata compiuta nella maniera corretta, fino a pochi secondi prima dell'impatto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il