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Pensioni quota 96 classe 52: le novità e possibili soluzioni con Governo Letta

Quota 96: quale soluzione da nuovo governo?



Mentre è stata rinviata la discussione sul nodo esodati, definito ‘non immediato’ dal ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, si continua a discutere anche di pensionandi della scuola appartenenti alla cosiddetta Quota 96.

E ci si chiede quali possano essere le decisioni in merito da parte del nuovo governo Letta dopo la sentenza negativa della Corte dei Conti e l’attesa di quella della Corte Costituzionale. Infatti, dopo la sentenza negativa della Corte dei Conti si attende ora il pronunciamento della Corte Costituzionale ma si tratta di un’attesa che sarà probabilmente lunga e di cui non si riesce a prevede l’esito.

Nulla si sa ancora, infatti, circa i tempi in cui la Corte Costituzionale si pronuncerà. Il problema Quoa 96 si è creato quando la Corte dei Conti ha giudicato il ricorso di alcuni docenti inammissibile, perchè secondo i giudici ‘Non sussistono i presupposti per la richiesta sospensione cautelare dei provvedimenti in questione, posto che è controverso un diritto pretensivo di parte ricorrente e pertanto la Corte dei Conti,

Sezione giurisdizionale per la Regione Lazio dichiara inammissibile l’istanza di sospensione dei provvedimenti impugnati’. La questione era stata sottoposta alla Corte a causa di un errore commesso nello stilare la riforma Fornero delle pensioni che ha annullato i requisiti per il pensionamento a chi aveva come somma di servizio quota anni pari a 96, ma al termine del 31 agosto 2012 e non a quelli richiesti dalla riforma al 31 dicembre 2011, dimenticando che l'uscita per il personale docente è all'inizio dell'anno scolastico e non alla fine di quello solare.

Il governo tecnico guidato da Monti non ha, infatti, tenuto conto della specificità del Comparto Scuola, riconosciuta da leggi specifiche, eguagliandolo alle leggi generali di tutti gli altri settori della Pubblica Amministrazione, dimenticando che l'anno scolastico non coincide con l'anno solare e che si colloca, invece, a cavallo tra due anni solari, per cui nessun insegnante potrebbe abbandonare la sua classe il 31 dicembre.

I pensionamenti della scuola partono, infatti, dal 1 settembre e i requisiti ricercati si fermano al 31 agosto di ogni anno, mentre per i docenti di Quota 96 i requisiti si arrestano al 31 dicembre 2011.

Il presidente del Consiglio Enrico Letta e il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, già rettore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, hanno mostrato particolare sensibilità sulle questioni delle pensioni e degli esodati, anche perché intorno alla scuola sono tanti i temi caldi. E sul precariato, il nuovo ministro ha detto: “Lo so bene, abbiamo ricevuto anche raccomandazioni a livello europeo per risolvere il problema. Non voglio fare annunci, preferisco dire le cose una volta fatte”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il