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Esodati: il problema esiste subito. Pensioni per quasi nessuno dei salvaguardati e non solo

Esodati: non urgenza per ministro Saccomanni. Ma provvedimenti reali per pochi



Dopo la firma del terzo decreto esodati, con l’ampliamento di ulteriori 10.130 posti della platea di beneficiari del pensionamento con le regole pre Riforma Fornero, in diverse occasioni sia l’Inps che il Ministero del Lavoro hanno annunciato l’effettiva liquidazione degli assegni per i lavoratori rientrati nello primo scaglione dei 65 mila, annunci rimasti spesso però solo tali.

Mentre il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha ritenuto opportuno comunicare che la questione esodati verrà affrontata in un secondo momento rispetto a quelle che sono le urgenze (cioè Imu e cassa integrazione in deroga) attuali del Paese, continuano a fioccare, inoltre, numeri discordanti su cui è stata fatta un po’ di chiarezza solo negli ultimi giorni.

Dopo che i tre decreti Fornero, varati durante il precedente governo Monti, hanno tutelato, in teoria, 130mila lavoratori in tutto, divisi in tre platee, da 65mila, 55mila e 10mila persone, al momento sono ‘solo’ 62mila dei primi 65 ad aver effettivamente ricevuto una tutela.

Ciò significa che ne sono rimasti esclusi 3mila. Su mandato del neo ministro del Lavoro, Enrico Giovannini , l'Inps ha subito riportato che dei 65mila salvaguardati del giugno scorso i salvaguardati reali sono solo 62mila. L'Inps ha, inoltre, certificato che i salvaguardati che hanno ricevuto la pensione al 7 maggio 2013 (e quindi a quasi un anno dal decreto) erano solo 7.254, l'11% del totale.

Nonostante, dunque, anche questa questione risulti un’urgenza sociale per risollevare l’Italia, il ministro dell’Economia ha spiegato che solo nel 2014 verrà affrontata. Intanto, continueranno a susseguirsi divergenze in merito all’applicazioni di decreti già varati e numeri reali.

Dopo una prima fase di monitoraggio, infatti, gli interessati avrebbero dovuto ricevere una lettera contenente l’ammissione alla salvaguardia, con la quale appunto si certificava il diritto di ottenere la pensione applicando la disciplina precedente al Decreto Salva Italia, con l’invito a presentare le relative domande di pensionamento.

In realtà, a fronte delle 65.000 unità, il numero di soggetti effettivamente ammessi al beneficio si è rivelato inferiore di 3.000 unità, per un totale cioè di 62.000 interessati. Inoltre, per alcune categorie è stata superata la soglia inizialmente prevista, ma è stato possibile compensare le richieste con posti vacanti rimasti in alcune delle altre categorie.

Questa situazione complessiva sembra ‘smentire’ quanto affermato dal ministro Saccomanni, secondo cui gli esodati non rappresenterebbero un’urgenza. Anzi: sembra si tratti di una situazione da affrontare, e risolvere, nell’immediatezza.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il