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Esodati tra priorità Governo Letta ma non per Ministro Saccomani

Governo Letta: urgente questione esodati. Ma per Saccomanni “problema non immediato”. La situazione



Se il governo Letta ha sempre ritenuto la questione esodati come una delle urgenze sociali del Paese da risolvere, le parole di qualche settimana fa del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, sembrano aver smentito questo pensiero.

Sacomanni, infatti, ha detto: “Degli esodati ci occuperemo in un secondo momento” spiegando che “non c'è un problema immediato ma piuttosto nel 2014, e c'è un problema di ricognizione esatta dei fabbisogni. Per questo motivo, su questo interverremo in un secondo momento”.

Invece, secondo quanto annunciato dal premier Enrico Letta, il piano del nuovo governo fa riferimento a “forme circoscritte di gradualizzazione del pensionamento, come l’accesso con 3-4 anni di anticipo e con una penalizzazione proporzionale”, il che significa adottare un sistema di incentivi e disincentivi simile a quello in vigore per le attuali pensioni anticipate.

Chi, per esempio, non ha ancora raggiunto la soglia anagrafica dei 62 anni ma decide comunque di andare in pensione, subirà un taglio dell'assegno maturato dell'1% per ogni anno che precede il compimento dei 62 anni e del 2% per ogni anno che precede invece il compimento dei 60.

Con questo meccanismo che regola le pensioni anticipate, potrebbe essere salvaguardata anche la platea dei lavoratori esodati, permettendo loro di mettersi a riposo con regole più elastiche.

E dopo i tre decreti varati dal governo Monti a tutela di 130mila persone, suddivise in tre platee, ci si chiede ora se la priorità sia dare la pensione a tutti quelli che non l'hanno avuto nei decreti già fatti e già in essere oppure ampliare la salvaguardia.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il