BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Esodati: sono una priorità per Governo Letta? Ministro Giovannini dice di sì, Saccomani no

Giovannini come Letta: esodati tra le priorità del governo



Il premier, Enrico Letta, definisce una priorità affrontare la questione esodati. E proprio in merito in quest’ultima situazione, ha mostrato l’intenzione ferma di risolvere con decisione la questione di quei lavoratori che hanno firmato negli anni scorsi un accordo aziendale per mettersi in mobilità e che oggi rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione, a causa delle novità previdenziali introdotte dalla riforma Fornero.

Il piano del nuovo governo fa riferimento a “forme circoscritte di gradualizzazione del pensionamento, come l’accesso con 3-4 anni di anticipo e con una penalizzazione proporzionale”, il che vuol dire adottare un sistema di incentivi e disincentivi simile a quello in vigore per le attuali pensioni anticipate, permettendo di mettersi a riposo con regole più elastiche.

L'ipotesi è che venga consentito il pensionamento anche a chi non rispetta i parametri della riforma Fornero, che è di 41 anni e mezzo e di 42 anni e mezzo di anzianità contributiva, ripristinando i vecchi requisiti in vigore nel 2011 o anticipando comunque di 3-4 anni le soglie di uscita attuali.

Qualche penalizzazione rimarrebbe per chi decide di lasciare prima dei 62 anni. Nonostante la priorità più volte ribadita da Letta, il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ritiene, invece, che il problema esodati non sia ‘immediato’.

E ha detto: “Degli esodati ci occuperemo in un secondo momento. Non c'è un problema immediato ma piuttosto nel 2014, e c'è un problema di ricognizione esatta dei fabbisogni. Per questo motivo, su questo interverremo in un secondo momento”.

Ma ferma è anche la posizione del ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, secondo cui è necessario trovare una soluzione definitiva in tempi brevi per gli esodati. Giovannini ha spiegato: “Stiamo cercando di arrivare a una quantificazione precisa del numero degli esodati, stiamo cercando di capire di cosa stiamo parlando”.

E ha aggiunto che si tratta di “Un'operazione non semplice. Stiamo facendo quella che una maestra elementare chiamerebbe una 'mappa concettuale' di tutte le varie platee. Dietro queste parola, esodato salvaguardato, ci sono casi molto variegati.

E una parte di questi casi non è relativa a persone che sono state colpite dalla riforma, ma sono persone che sono in difficoltà economiche perchè magari hanno perso il lavoro, che pensano di essere parte di quella categoria, mentre invece forse vanno trattate in maniera diversa”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marcello Tansini
pubblicato il