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Banche: sofferenze in crescita e ancora meno prestiti e mutui secondo Abi

Meno prestiti a famiglie e imprese: banche in sofferenza



Meno prestiti dalle banche a imprese e famiglie e crolla il mercato immobiliare in Italia. Questa la fotografia della situazione attuale nel Belpaese. Ad aprile, infatti, si è registrato un crollo dei prestiti bancari a famiglie e imprese che, secondo il rapporto mensile Abi, sono scesi del 3,1% a 1.458 miliardi di euro e il ribasso, secondo l'associazione, riflette il permanere della debolezza della domanda e l'andamento del Pil.

Dal rapporto dell'Abi emerge che nel corso del primo trimestre del 2013 si è registrata ancora una significativa diminuzione della domanda di finanziamento delle imprese legata agli investimenti: l'indicatore espresso dalla percentuale netta si è collocato a -50 (-62,5 il trimestre precedente).

Continuano poi ad aumentare le sofferenze bancarie nette e i tassi di interesse registrano un marginale aumento, ma sempre su livelli contenuti. Quelli sui prestiti sono risultati al 3,79% (3 centesimi in più rispetto a marzo, ma 25 centesimi in meno rispetto ad un anno prima).

Nel mese di aprile le sofferenze lorde hanno toccato il record di 131 miliardi, sempre secondo il Rapporto sull'andamento dei mercati finanziari e creditizi dell'Abi. La dinamica dei finanziamenti a famiglie e imprese si conferma in lieve flessione: la variazione annua è pari a -3,1%, ad aprile 2013, dal -2,6% di marzo 2013.

Negativa anche la dinamica su base annua delle obbligazioni, cioè della raccolta a più lungo termine (-8,8%, con una riduzione su base mensile in valore assoluto di circa -10,5 miliardi di euro), mentre l'andamento su base annua della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) rimane in territorio positivo (+2% ad aprile 2013; +1,1% a marzo 2013).

E' ancora sostenuto il trend dei depositi (+7,7% contro +6,3% di marzo 2013). Crolla, inoltre, il mercato immobiliare della casa nel 2012, perdendo oltre 150 mila compravendite rispetto al 2011. Si tratta, secondo il rapporto immobiliare 2013 di Abi e Agenzia delle Entrate, del peggior risultato dal 1985 quando le abitazioni comprate e vendute erano state circa 430 mila.

Nel 2012, come emerge dal rapporto realizzato dall'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate in collaborazione con l'Abi, si è avuta una riduzione del 27,5% rispetto al 2011 per i volumi di compravendite delle case (a 448.364 numero di transazioni), con un calo inferiore per i capoluoghi (-24,8%), e maggiore nei comuni non capoluogo (-26,1%).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il