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Esodati: il Governo Letta deve agire su due fronti

Esodati: come salvare chi rischia di rimanere senza pensione e senza lavoro



Il governo punta la sua attenzione sul dramma degli esodati e la Cig e il nuovo piano di possibile risoluzione per gli esodati fa riferimento a “forme circoscritte di gradualizzazione del pensionamento, come l’accesso con 3-4 anni di anticipo e con una penalizzazione proporzionale”, cioè ad un sistema di incentivi e disincentivi simile a quello in vigore per le attuali pensioni anticipate.

Chi, per esempio, non ha ancora raggiunto la soglia anagrafica dei 62 anni ma decide comunque di andare in pensione, subirà un taglio dell'assegno maturato dell'1% per ogni anno che precede il compimento dei 62 anni e del 2% per ogni anno che precede invece il compimento dei 60.

Con questo meccanismo che regola le pensioni anticipate, potrebbe essere salvaguardata anche la platea dei lavoratori esodati, permettendo loro di mettersi a riposo con regole più elastiche. Nonostante il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, abbia affermato che il problema esodati non è ‘immediato’ e può essere anche risolto nel 2014, in realtà bisognerebbe agire su un doppio fronte.

Il primo è quello che punta a dare la pensione alla platea dei 130mila salvaguardati dai tre decreti varati da precedente governo Monti, che tutelano una prima platea di 65mila persone, una seconda di 55mila e una terza di 10mila, ma di cui al momento, a causa delle lungaggini burocratiche, solo 7mila hanno ricevuto effettivamente la pensione.

L’altro fronte riguarda quello di estendere la tutela ai 300mila attualmente esclusi, secondo le stime di Cgil e Ragioneria dello Stato. Ma solo venerdì si saprà quale sarà la strada da scegliere.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il