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Iva più alta da Luglio e nuova Tares: Governo Letta non cambia. Impatti negativi per economia

Iva al 22%: il governo non cambia strada. Le conseguenze per le famiglie italiane



Contribuenti italiani sotto pressione nonostante le ultime novità del governo: tra il possibile aumento Iva del 1 luglio, la scadenza Imu di giugno, tranne i possessori di prima casa, per cui il pagamento è slittato a settembre o ottobre, e quella Tares a dicembre, agli italiani potrebbe arrivare una stangata da 734 euro a famiglia.

Le stime provengono da Federconsumatori. E se Tares e Imu andranno ad abbattersi sui contribuenti italiani come un vero macigno, l’aumento di un punto percentuale dell’Iva sarà un salasso pper il commercio al dettaglio e 26mila imprese del settore potrebbero scomparire entro fine anno, secondo l'Ufficio studi Confcommercio.

Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti rispettivamente di Federconsumatori e di Adusbef hanno detto: “Continuare a insistere, come avviene in questi giorni, che ci sarà un nuovo aumento dell'Iva dal 21 al 22% è francamente da irresponsabili.

Non si è ancora capito che il potere di acquisto delle famiglie, ormai ridotto ai minimi storici, sta determinando un mercato in continua contrazione e recessione, con gravi ripercussioni sia sul benessere delle famiglie stesse che sulle imprese.

Anche alla luce di altri aumenti quali prezzi e tariffe, vi sarà un'ulteriore riduzione del potere di acquisto, soprattutto a danno dei redditi fissi (lavoratori e pensionati). In uno scenario simile, aumentare l'Iva avrebbe una ricaduta impressionante e deleteria su un mercato già asfittico, facendo impennare ulteriormente prezzi e tariffe”.

Secondo la Cgia di Mestre, se il governo non riuscirà a scongiurare l'aumento dell'Iva, gli aggravi di imposta sui portafogli delle famiglie italiane saranno pesantissimi, pari a 2,1 miliardi di euro nel 2013 e ben 4,2 miliardi nel 2014.

Nel dettaglio, i rincari peseranno di più sul pieno dell’auto o se l’auto dovrà essere portata dal meccanico o dal carrozziere (33 euro l’anno per una famiglia di tre persone, 39 euro se il nucleo è composto da 4 persone), sull’acquisto dei capi di abbigliamento e per le calzature (18 euro l’anno per una famiglia di 3 persone, 20 euro se il nucleo è di 4) e per l’acquisto di mobili, elettrodomestici o articoli per la casa (13 e 17 euro).

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il