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Esodati: decreto a Giugno per risolvere situazione con lavoro e pensioni

Novità a giugno per questione edosati. Saranno soluzioni definitive?



Nasce con l'entrata in vigore della riforma delle pensioni firmata dall'ex ministro Fornero la questione esodati, cioè di quei lavoratori che per effetto delle nuove norme previdenziali rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione.

La riforma previdenziali attualmente in vigore ha, infatti spostato in avanti di almeno 5 anni la data di pensionamento, lasciando così senza lavoro, ammortizzatori e pensione coloro che nel frattempo avevano fatto accordi con le aziende per uscire prima dal lavoro, i cosiddetti contributori volontari, categoria più rappresentata tra gli esodati.

Ora il neo ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, apre alla questione esodati, definendola come una delle priorità da affrontare per il governo. E propone linee guida da seguire al fine di tutelare coloro che ancora rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione.

Giovannini afferma che “Il governo punta a una revisione delle regole sulla previdenza con la flessibilizzazione delle possibilità di uscita dal lavoro in cambio di penalizzazioni”. E annuncia: “E’ previsto per il prossimo mese di giugno un nuovo decreto che conterrà possibili modifiche alla riforma del Lavoro del ministro Fornero e nuove norme per risolvere l’ormai tanto discussa questione esodati”.

Intanto, scade oggi martedì 21 maggio, il termine per presentare domande all'Inps da parte degli esodati per ricevere la pensione. Nel caso in cui la domanda non venga presentata entro il termine prefissato si rischia di perdere ogni diritto a ricevere la pensione.

Possono presentare domanda per la pensione coloro che appartengono alla seconda platea dei 55mila tutelati dal secondo decreto varato dell'ex governo Monti.

In particolare, possono fare richiesta i 40.000 lavoratori che hanno fatto richiesta di mobilità o cassa integrazione entro il 2011; i 7.440 lavoratori che hanno ricevuto il consenso al versamento dei contributi volontari alla data del 4 dicembre 2011 e che matureranno i requisiti contributivi entro il 31 dicembre 2014; i 6.000 lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro in base ad accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo; e 1.600 lavoratori del Fondo solidarietà.

Sulla questione esodati è sin dall’inizio del suo mandato intervenuto ance il premier Letta, definendo la questione come priorità e presentando il piano del nuovo governo con “forme circoscritte di gradualizzazione del pensionamento, come l’accesso con 3-4 anni di anticipo e con una penalizzazione proporzionale”, il che significa adottare un sistema di incentivi e disincentivi simile a quello in vigore per le attuali pensioni anticipate.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il