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Imu 730 2013 già pagata. Dichiarazione dei redditi da rifare

Modello 730 da rifare per chi ha già pagato Imu. Il caos



Sarebbero circa 100mila gli italiani che hanno già pagato la famigerata Imu per la prima abitazione con la compensazione nel modello 730.

Ma ora, con la decisione del Consiglio dei Ministri, sul congelamento del pagamento della prima rata della tassa sugli immobili, prevista inizialmente a giugno, per le prime abitazioni, tutto è da rifare se vorranno recuperare quel credito fiscale dovranno rifare la dichiarazione dei redditi entro il 31 maggio.

E’ stato il coordinatore della Consulta dei Caf, Valeriano Canepari, ad annunciare che “Molti contribuenti che avevano un debito Imu sulla prima casa hanno compensato un credito con il fisco” e che per questi contribuenti “il 730 è da rifare entro il 31 maggio, se non vogliono perdere il credito fiscale”.

Sono, invece, circa sette i milioni gli italiani che nelle prossime settimane si dovranno rivolgere ai Caf per pagare l'imposta sulla seconda casa. Il problema, però, è che mancano ancora i codici tributo senza i quali non si può pagare, inoltre, non sono state ancora ben definite da tutti i Comuni le nuove eventuali aliquote da applicare.

I Centri, infatti, hanno dato ai contribuenti proprietari di immobili gli F24 per i pagamenti telematici dell'Imu ma senza codici tributo e senza indicazioni perché non si sapeva esattamente chi avrebbe pagato e chi no. Ora che invece, con il nuovo decreto, chiarimenti sono stati dati, gli stessi Centri di Assistenza Fiscale chiedono da almeno una settimana in più rispetto alla scadenza del 16 giugno.

Il coordinatore della Consulta dei Caf Canepari, ha infatti spiegato: “Abbiamo bisogno di organizzarci. Se non si può spostare la scadenza del 16 giugno chiediamo che per i 6-7 giorni successivi, per esempio fino al 25 giugno, la gente possa pagare l'Imu senza sanzioni.

Inoltre confidiamo che l'Imu sulle seconde case possa essere pagata con le delibere dei Comuni già disponibili, cioè quelle dello scorso anno perché è troppo tardi ora per aspettare le delibere di quest'anno. Ci sono solo quattro settimane di tempo e il rischio è il caos”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il