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Pensioni anzianità uomini e donne riforma Letta. Modifiche possibili

Cosa potrebbe cambiare per le pensioni con modifiche Giovannini



Il nuovo ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, apre a possibili modifiche per la riforma delle pensioni attualmente vigente, entrata in vigore nel gennaio 2013 e che propone l'innalzamento dell'età pensionabile, fissata per gli uomini a 66 anni e 3 mesi e le donne a 62 anni e 3 mesi, e l'estensione del sistema contributivo per tutti.

Per quanto riguarda pensione di vecchiaia, allo studio la possibilità di lasciare il lavoro con penalizzazioni, però, dall'età di 62 anni.

Secondo quanto previsto dal ministro, il programma sarebbe quello di consentire al lavoratore con almeno 35 anni di contributi e 62 anni di età anagrafica di accedere alla vecchiaia con una penalizzazione graduale quanto più sia distante dai 66-67 anni.

La riduzione dovrebbe essere pari al 2% delle anzianità retributive maturate fino al 31 dicembre 2011 per ogni anno di anticipo all'accesso rispetto ai 66 anni di età anagrafica, per cui un lavoratore che lascia a 62 anni potrebbe subire una riduzione pari all'8%.

Allo studio, però, anche una riduzione quasi automatica dell'assegno attorno al 10-12% che diventerebbe più leggera ritardando il pensionamento. L'intervento dovrebbe escludere una proroga del regime sperimentale per le donne che si esaurirà alla sua scadenza fissata del 31 dicembre 2015.

Attualmente, da gennaio 2013, è in vigore la prima delle correzioni alla speranza di vita, che allontana per tutti di tre mesi l’età pensionabile, con la conseguenza che per la pensione di vecchiaia ci vorranno minimo 66 anni e 3 mesi per i dipendenti pubblici e privati e per gli autonomi, contro i 66 anni del 2012.

Da gennaio è, inoltre, la soglia per accedere alla pensione d’anzianità, la cosiddetta pensione anticipata, per cui ci vorranno 42 anni e 5 mesi per gli uomini e 41 anni e 5 mesi per le donne, ma se si esce dal lavoro prima di aver raggiunto 62 anni d’età ci sarà un taglio dell’assegno dell’1% per ogni anno fino ai primi due e poi del 2%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il